Montagna e disabilità: un binomio vincente grazie a Joelette

“Montagna e disabilità: un binomio vincente grazie a Joelette”

“Non esiste disabilità che non possa essere superata”

Montagna e disabilità: connubio che non sembrerebbe avere molto in comune.

Affermazione in prima battuta oggettivamente vera, dato che la montagna, per sua conformazione naturale, implica fatica e difficoltà negli spostamenti.

Esistono fortunatamente casi in cui le barriere possono essere superate, abbattute, specie se scendono in campo sentimenti come l’umanità e l’amore per il prossimo.
Ne abbiamo avuto una dimostrazione poco tempo fa in Trentino, ove quest’anno è stata la Sat di Pergine ad organizzare un’escursione per le persone affette da handicap fisico.
I volontari hanno condotto i disabili da Redebus fino a val dei Mocheni, grazie all’utilizzo della sedia Joelette.

Joelette

La Joelette è stata inventata dal francese Joël Claudel nel 1987.

Alpinista e guida, Joël Claudel progettò un mezzo di trasporto in grado di consentire alle persone affette da disabilita fisica, di avventurarsi nelle vie più impervie, lungo i sentieri di montagna.

Le motivazioni che spinsero Joël Claudel a dar vita al primo prototipo di sedia furono, esattamente come per i volontari del Sat di Pergine, di natura umanitaria e altruistica.

Claudel voleva infatti regalare una gita in montagna a suo nipote Stephan, amante della montagna come lui, colpito da una malattia degenerativa che non gli permetteva più di godere della sua passione.

La sedia Joelette è una sorta di risciò quindi, composta da una ruota dotata di sospensioni, freni, e da una seduta. I trasportatori, in genere nel numero di due o tre, si posizionano tra la parte anteriore e posteriore e trasportano il disabile, afferrando gli appositi bracci di cui Joelette è dotata.

“Volontari che utilizzano la Joelette durante un’escursione con i disabili”

Dal giorno della sua invenzione Joelette è stata impiegata in varie occasioni ed ambiti.
Ha incontrato il running per esempio, ed è diventata una disciplina sportiva di cui si è disputato il Mondiale lo scorso 2 Giugno a Saint Trojans Les Bains, in Francia.
Sono proprio i francesi ad avere l’idea di dar vita ad una gara mondiale, seguiti da un gruppo di italiani altrettanto appassionati e folli.
La vera vittoria è stata la somma raccolta (ben 29.000 euro), grazie al crowd funding di Rete del Dono e alle sponsorizzazioni.

Un successo e una conferma che i buoni sentimenti possono veramente tutto.

Trentino Alto Adige

Il Trentino è la realtà italiana in cui le carrozzine da escursione sono più diffuse, grazie all’impegno e alla sensibilità di tanti volontari.
Ed è Ivo Tamburini, che nel 2006 ha abbattuto il muro fra disabilità e montagna, portando un gruppo di non vedenti a fare una ferrata, a dar voce al pensiero comune dei volontari.
“Noi riceviamo molto di più di quello che stiamo dando perché le emozioni, le sensazioni che loro provano ci danno un arricchimento notevole.”

 

“Paesaggio montano: un’impresa possibile anche per i disabili”

“La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.” (cit. George Bateson)

Non esiste al mondo differenza che giustifichi un atteggiamento ostile, di chiusura verso il prossimo.
Non è l’isolamento del “diverso” che arricchisce, bensì il confronto con esso.

La luce rubata al giorno, di Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

“La luce rubata al giorno”

di Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

 

“La luce rubata al giorno”, Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

Partiamo dal presupposto che ho sempre pensato che il catalogo dell’editore Bompiani fosse di qualità.

Pubblicazioni di varia natura con scelta attenta dei titoli. Libri di autori non sempre “di grido”, famosi (un’attenzione al piccolo che difficilmente un editore grande opera). Cura dei dettagli con prezzo di copertina ragionevole.

Così quando la mia collega e amica Cristina mi ha parlato del libro di Emanuele Altissimo, ” La luce rubata al giorno”, non ci è voluto molto per farmi passare dalla chiacchiera conviviale all’acquisto del libro. Soprattutto perché la montagna è presente in modo importante all’interno del romanzo.

Sinossi

Nel suo romanzo di esordio Emanuele Altissimo racconta di Diego e Olmo, due fratelli che, rimasti orfani, si trasferiscono con il nonno, nella casa di montagna acquistata dai genitori prima della loro morte.
L’intento e la speranza di nonno Aime sarebbero fornire una nuova vita e un ritrovato equilibrio ai due fratelli. A Diego soprattutto, il maggiore dei due, che sembra sprofondare inesorabilmente nel senso di inadeguatezza che lo caratterizza, complice anche il silenzio dei boschi.

Con una narrazione diretta, scarna, fatta in prima persona da Olmo, il più giovane dei due fratelli, la vicenda assume un ritmo sempre più incalzante, in un crescendo di emozioni che culmina con il collasso, la rottura del sistema: la separazione.
Diego parte in cerca di risposte alle sue domande. Olmo e nonno Aime rimasti soli, cercano di colmare questa nuova assenza, rifugiandosi nella quotidianità, sempre con la speranza nel cuore di rivedere presto Diego.

E come l’Empire State Building, che nel romanzo simboleggia la nuova famiglia, è sopravvissuto allo schianto del bomber B-25, allo stesso modo i tre uomini manterranno intatta la loro unione nonostante le vicissitudini.

Perché è questa la forza che caratterizza un nucleo familiare: la capacità di costruire legami solidi, giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino (come fa Olmo con il suo modellino dell’Empire State Building appunto), in grado di resistere agli urti più violenti.

Opinione

Un buon esordio quello di Emanuele Altissimo con un romanzo in cui si parla semplicemente di sentimenti comuni.

A mio avviso l’elemento eccezionale e caratterizzante, è che ad essere investigato è l’ambito emotivo maschile, cosa assai rara, e non solo in letteratura.

Tre protagonisti (a mio parere quattro, con la montagna, che non si limita ad essere solo sfondo alle vicende), che diventano “grandi”, confrontandosi fra loro ma anche e soprattutto con se stessi.

Bottigliette di plastica in montagna? Bressanone dice basta

“Bottigliette di plastica in montagna? Bressanone dice basta”

Che la plastica rappresenti un serio problema per l’ambiente è noto ormai da tempo.
I rifiuti plastici invadono la natura inquinandola, e le tempistiche di smaltimento possono essere molto lunghe raggiungendo, in alcuni casi, anche i mille anni.
Il riciclo è stato fino ad ora, il palliativo più frequentemente utilizzato.
Ma purtroppo non per tutti i prodotti plastici si può procedere in questo senso.

Dopo anni di denunce , dimostrazioni e manifestazioni si è finalmente giunti ad azioni concrete, che, per quanto piccole e/o isolate possano essere, sono la dimostrazione concreta che qualcosa sta cambiando nelle abitudini delle persone. Ma soprattutto, cosa più importante, nel modo di pensare comune.

Bressanone dice stop!

Il comprensorio della Plose, sopra Bressanone in Alto Adige, è uno degli esempi di questo cambiamento.


I gestori dei rifugi di questa area alpina, in collaborazione con la società Funivie Plose e il Comune di Bressanone hanno lanciato l’iniziativa “Refill”.
Trattasi di una bottiglietta di acciaio inossidabile, acquistabile presso varie località del comprensorio della Plose, al costo di € 9,90.
La bottiglietta in acciaio inossidabile può essere facilmente riempita alle numerose fontanelle assai frequenti in montagna, e soprattutto riutilizzabile all’infinito.

Un ritorno nostalgico al passato, che si propone essere un’ alternativa valida e intelligente alla bottiglietta di plastica.

Basti pensare al paradosso che l’acqua, contenuta nella bottiglia in questione, ha affrontato un lungo viaggio per arrivare in montagna, e ne affronterà un altro altrettanto lungo per essere smaltita in valle.

Una “follia logica” questa che ha, appunto, spinto i gestori dei rifugi e delle baite a dire basta alla plastica e sí all’acqua a chilometro zero, a partire dallo scorso agosto.

Un piccolo gesto di grande civiltà quello attuato dal comune di Bressanone. Una presa di coscienza mossa dall’evidenza che la plastica sta divorando il pianeta.

In fin dei conti qualche parte si dovrà pur cominciare a cambiare.
E sono i piccoli passi a far fare i lunghi tragitti.

Associazione Cammino di Sant’Agostino

“Associazione Cammino di Sant’Agostino”

 

L’ Associazione Cammino di Sant’Agostino, associazione senza scopo di lucro, nasce e si sviluppa grazie alla cooperazione di un gruppo di persone con in comune la condivisione  della passione per la valorizzazione della cultura del territorio.

Dal 2009 lavora con questa finalità, organizzando di una serie di cammini “lenti”, fra i quali il più importante è ” Il Cammino di Sant’Agostino “.

Cammino di Sant’Agostino – Immagine del percorso

Cammino di Sant’Agostino

Il “Cammino di Sant’Agostino” prevede il raggiungimento di 50 Santuari Mariani, dislocati in sette provincie per un totale di km 620 e un tempo di percorrenza stimato in 26 giorni.

Le tappe toccano i luoghi definiti “emblematici” della vita del santo: Cassago Brianza, luogo della conversione; Milano, ove fu battezzato nel 387 d.C.; Pavia, ultima tappa della sua vita.

Una delle caratteristiche peculiari del Cammino di Sant’Agostino è la forma del suo percorso a rosa stilizzata.
La rosa ha il suo fiore nella zona della Brianza; le foglie in direzione est ed ovest, a coprire le Provincie di Monza-Brianza, Milano, Varese e Bergamo. Il gambo unisce Monza, Milano, Pavia e Genova; le radici si estendono fino a toccare il suolo africano.

“La rosa” – Piantina del percorso sul territorio Italiano

Il Cammino infatti ha un tragitto che copre una notevole estensione e non si limita al solo territorio italiano.

E’ infatti possibile proseguire fino a Tunisi, Ippona toccando Sageste, dove sono appunto raffigurate le “radici” della rosa stilizzata.

Nella sua parte italiana il Cammino copre aree a densa urbanizzazione. A primo acchito questo potrebbe essere considerato un limite, un vincolo al vivere appieno un’esperienza che vorrebbe essere spirituale e di liberazione.

In realtà questo tipo di esperienza, il confronto con la quotidianità, vissuto con lo spirito del pellegrino, del viandante, può essere molto utile per capire i limiti della vita moderna.

Uno spunto di riflessione su quelle che sono le condotte da migliorare, al fine di poter vivere meglio.

Il Sentiero di Leonardo

Oltre al “Cammino di Sant’Agostino” l’ Associazione promuove e organizza un tour chiamato “Il Sentiero di Leonardo”, cammino che unisce Milano alla Svizzera, fino al Passo San Bernardino.

Sentiero di Leonardo – Mappa

I kilometri coperti dal percorso sono in questo caso 240 in 12 giornate.

I luoghi oggetto di interesse sono quelli connessi in modi diversi al Maestro Leonardo da Vinci.

Sfruttando i sentieri storici costruiti nei secoli per ragioni logistiche e soprattutto economiche, il sentiero di Leonardo consente di conoscere una parte di fondamentale importanza per lo sviluppo della società del tempo.

Un’indagine storico ed economica dentro una di carattere più “biografico”.

Il camminare, il peregrinare è considerato un po’ la metafora del destino dell’essere umano, sempre alla ricerca di risposte su di sé e sul senso della vita. “Dove andrà la mia vita?” quesito agostiniano, è perfettamente rappresentato dall’incedere camminando con tutte le sue gioie e i suoi dolori.

Sentiero di Leonardo – Veduta del percorso

Sfruttando occasioni come i cammini organizzati dall’ Associazione Cammino di Sant’Agostino si ha la possibilità, non solo di scoprire luoghi meravigliosi, che hanno fatto da sfondo a personalità illustri come il Santo e il Maestro Da Vinci, ma anche indagare se stessi.

 

Per maggiori informazioni

http://www.camminodiagostino.it/it

 

Associazione Culturale Il Cammino di Sant’Agostino

Via Volta, 16
23876 Monticello Brianza (LC) – Italy

Tel  +39 348 4527583

info@camminodiagostino.it

 

 

Associazione per la Promozione Sociale Gente di Montagna

“Gente di Montagna”

Amare la montagna è una “missione”.

La montagna è fatica, sforzo, sacrificio. E lo sa bene chi vive le cosiddette Terre Alte.

Ma lo impara anche chi se ne innamora, frequentandola. E una volta che scocca la scintilla la passione sarà eterna.

ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE SOCIALE GENTE DI MONTAGNA

L’ Associazione per la Promozione Sociale Gente di Montagna inizia a muovere i primi passi nel 2002 grazie alla collaborazione e cooperazione di un gruppo di persone, provenienti da ambiti diversi, uniti dalla passione per la montagna, di cui si fanno promotori.
Nel 2005 l’ Associazione Gente di Montagna viene istituzionalizzata e comincia ad organizzare progetti, iniziative, incontri, legati al mondo della montagna. Lo scopo principale è la promozione delle zone montane, delle Terre Alte, con la sua natura impervia e mozzafiato e le sue caratteristiche dinamiche sociali.

Progetti

SENTIERI NERI

Fra i progetti di Gente di Montagna di interesse troviamo “Alture 2019″ un “Festival-ma-non-solo”, che quest’anno coprirà l’intero anno solare, e realizzerà diversi eventi sui monti bresciani.

La rassegna di film Montagne e Montanari, che con l’inizio della bella stagione, organizza quattro appuntamenti, durante i quali vengono proiettati i film in cui sono le Terre Alte ad essere protagoniste.
Sarà possibile, al termine delle proiezioni, degustare prodotti tipici messi a disposizione da produttori locali per i partecipanti all’evento. Un’occasione ghiotta per conoscere anche l’aspetto godereccio della tradizione culinaria montanara.

Filmati e Documentari

Numerosi sono i filmati e i documentari prodotti da Gente di montagna, alcuni dei quali insigniti di riconoscimenti importanti.
L’interesse nasce spontaneo trattandosi di veri spaccati della vita tipica delle Terre Alte.

Il BOSCO GIOVANE è il primo dei capitoli in cui si racconta l’enorme importanza che ha il bosco per la società. Le riprese sono state effettuate nel 2011 presso la foresta di Carpaneta, in provincia di Mantova, partecipando nel 2012 all’Orobie Film Festival.

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DI PADRE IN FIGLIA ha partecipato, fra i vari concorsi, anche alla Festa della Montagna di Cuneo. Il documentario racconta la storia di una giovane universitaria che trascorre le sue estati in Val Gabbia, con il padre e molti “personaggi” che le fanno compagnia. Un esempio di quanto la natura impervia della montagna, con le sue fatiche e difficoltà, aiuti ogni giorno a crescere e maturare un po’ di più.

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La storia di IGNAZIO CECCARELLO, pastore dei monti Sicani siti in provincia di Agrigento. Ignazio vive in solitaria, trascorrendo la sua esistenza in una delle zone d’Italia sconosciuta ai più, dimostrando un enorme forza interiore, la stessa che hanno tutti coloro che oggigiorno decidono di scappare sulle Terre Alte alla ricerca di un futuro migliore.

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La felicità degli abitanti delle Terre Alte è una felicità inconsapevole, una “felicità fino a prova contraria” perché, come sostiene Mauro Corona:

“Lassù si erano liberati dal desiderio di felicità e perfino dalla speranza, perciò vivevano in pace e tranquilli lì, avevano cioè trovato la felicità. Ma loro non lo sapevano e campavano così.”

Ed infatti della grandezza della montagna te ne accorgi solo scendendo a valle, osservandola dal basso nella sua maestosità. Esattamente come accade ai mortali che osservano dal basso gli dei dell’Olimpo.

 

Contatti

Mail: info@gentedimontagna.it

Associazione per la Promozione Sociale

GENTE DI MONTAGNA

via Lorenzo lotto 2/a

24126 Bergamo BG
Italia

Per approfondimenti:

https://www.gentedimontagna.it

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2019

“BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2019”

Nel 2019 il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL giunge alla sua 44esima edizione, e anche quest’anno è la natura incontaminata, declinata nelle sue molteplici versioni, ad essere lo sfondo privilegiato dei protagonisti dei film proiettati nel corso del festival.

https://www.banff.it/gallery/le-immagini-simbolo-del-bmff-2/

Dal 1946, anno in cui ebbe inizio ad Alberta in Canada, il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL raduna i più grandi esperti di alpinismo e outdoor a livello mondiale che, per nove giorni danno la possibilità ai partecipanti di comprendere la loro passione per la natura attraverso film, lungometraggi, cortometraggi, libri.

Dal 2013 il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL coinvolge ed interessa anche l’Italia.

La prima edizione, durata 6 giorni, è partita da Milano e si è conclusa a Lecco.

Il suo successo è stato tale da vedere duplicate le giornate nel 2014 ed è arrivato quest’anno a coprire 29 città in 2 mesi (11 Febbraio 2019-Milano; 10 Aprile 2019-Cuneo).

Nel corso del BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL vengono proiettati circa 400 film. Al termine una giuria costituita da “addetti ai lavori” li giudica ed assegna diversi premi a seconda della categoria: Best Film on Mountain Culture, Best film on Exploration and Adventure; People’s Choice Award…

https://www.banff.it/gallery/le-immagini-simbolo-del-bmff-2/

 

I protagonisti dei film sono atleti professionisti, che si cimentano in vere e proprie imprese, mettendo alla prova la loro preparazione e i loro limiti.

È ben chiaro che non è possibile per tutti replicare questo genere esperienze…

Alla base di queste prove c’è tanta passione per la natura, lo sport e la vita outdoor, ma anche la necessità di testare materiali ed attrezzature nuove.

In questo modo gli atleti possono dare feedback importanti alle aziende produttrici di cui spesso sono sponsor. Ma anche far conoscere e dare informazioni utili agli appassionati di sport.

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL ITALIA 2019

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2016

In Italia il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL inizia il suo tour itinerante a Milano l’11 Febbraio, e termina a Cuneo il 10 Aprile 2019.
In ogni città del tour viene proposta una selezione dei migliori film presentati al festival canadese. Uno spettacolo della durata di circa due ore, nel corso del quale si ha la possibilità di poter rivivere l’esperienza dell’atleta.
Fra i film selezionati quest’anno, che sono tutti in lingua l’originale e con sottotitoli in italiano, possiamo trovare “Dreamride III”; ” Reel Rock 12″; “Far Out: Kay Jones”, la storia di un undicenne appassionato di montagna che, seguendo le orme della famiglia, sfida i propri limiti con salti ed acrobazie spettacolari.

I biglietti sono acquistabili su Vivaticket all’indirizzo https://www.vivaticket.it/ita/search

o attraverso il sito ufficiale del BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL

https://www.banff.it/event-category/tour-2019/

Montagne; fiumi; mare; deserti; natura selvaggia. Tutto questo e molto di più è BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL.

Un’occasione per esperti e addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che amano la vita all’aria aperta e lo sport.

Per ulteriori relativi al BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL ITALIA consultare il sito:

https://www.banff.it

O  contattare:

organizzazione@banff.it

 

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

 

 

Collisioni – Il Festival Agrirock

“Collisioni – Il Festival Agrirock”

 

Collisioni, “Festival Agrirock”, considerato il miglior festival italiano da parte della critica mondiale, è un evento culturale trasversale, che coinvolge artisti internazionali legati al mondo della musica, della letteratura e dello spettacolo.
Nato sotto il patrocinio della Regione Piemonte (https://www.regione.piemonte.it/web/) 2009, per volere di un team tutto Made in Italy di personalità appartenenti all’ambito della letteratura e dello spettacolo, Il Festival Collisioni è cresciuto in modo esponenziale, decretando il suo successo e diventando un evento di culto di carattere internazionale.

Nelle passate edizioni del Festival Collisioni hanno infatti partecipato personalità illustri come Bob Dylan, Jamiroquai, Patti Smith, Deep Purple, Sting, Mark Knopfler, Elton Jhon. Ma anche, per citarne alcuni, altrettanto importanti e italiane, Renato Zero, Zucchero, Gazzè-Consoli-Silvestri, Francesco Guccini, Ligabue.

Il Festival Collisioni non è solo musica, buona musica. Ma è cultura in generale. Ad animare questa rassegna possiamo trovare scrittori ed artisti, nazionali ed internazionali, come Paul Auster, Josè Saramago, Ian McEwan, Daniel Pennac, Dario Fo, Niccolò Ammaniti, Carla Fracci, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone. E molti molti altri.

Festival Collisioni: di cosa si tratta?

Ci sono vari elementi che rendono Collisioni un evento unico nel suo genere.

In prima battuta direi la libertà di intervento, l’atmosfera informale. Il pubblico, per lo più costituito da ragazzi under trenta, è invitato a prendere parte attivamente a dibattiti legati a problematiche e questioni attinenti la modernità. Una volontà di scambio e confronto che in poche situazioni analoghe si può trovare.

Ma la vocazione pedagogica, educativa e sociale è peculiare di Collisioni.

Il festival infatti ospita inoltre gratuitamente più di 400 ragazzi appartenenti alle zone più in difficoltà economica, che partecipano come volontari nell’organizzazione dell’evento.

Altro elemento caratterizzante, come dicevamo, la trasversalità. Non solo dibattiti, non solo musica, ma anche cinema e perché no, enogastronomia. Collisioni si svolge in una delle zone, regioni più belle d’Italia, il Piemonte, le Langhe. E nello specifico è lo splendido paese di Barolo a offrire lo sfondo a questo evento culturale internazionale, con le sue colline e le sue vigne storiche, il museo del cavatappi, le cantine dei produttori di vino e il Castello.

Festival Collisioni Edizione 2019 11°Edizione

Il Festival Collisioni giunge alla sua undicesima edizione e anche quest’anno si preannuncia essere l’evento più caldo dell’estate.

Di seguito le date dei primi i concerti annunciati:

LIAM GALLAGHER
Giovedì 4 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 1101..2019 sul sito http://www.ticketone.it

THIRTY SECONDS TO MARS
Domenica 7 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 22.11.2018 sul sito http://www.ticketone.it

MACKLEMORE
Mercoledì 10 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 12.11.2018 sul sito http://www.ticketone.it

Per maggiori informazioni:

info@collisioni.it

press@collisioni.it

http://www.collisioni.it

Festival Collisioni, Luglio 2019, Barolo: un’occasione da non perdere per ascoltare buona musica, partecipare a dibattiti e anche per bere del buon vino.

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

 

 

Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione di Kerascoët

“Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione” di Kerascoët

Inizialmente l’attenzione è colta dal titolo, a caratteri grandi, di colore rosso, che spicca su uno sfondo tenue e timido, come scopriremo essere Vanessa, la protagonista del libro.

Fatto di sole immagini (silent book), in cui le uniche scritte sono quelle della copertina, che sembrano appunto quasi un grido di denuncia contro la violenza di cui si fa portavoce.

È un libro tratto da una storia vera. Racconta una situazione ormai piuttosto comune e frequente nella società moderna, gli episodi di bullismo, in cui ad essere vittime sono spesso i più piccoli.

“Io sto con Vanessa”

La storia è semplice e comune. Una ragazzina timida di nome Vanessa arriva in una nuova scuola. Qui diventa vittima di un bullo. Una sua compagna assiste all’episodio di violenza che fa scappare via la protagonista in lacrime. La testimone della vicenda, preoccupata, decide di non lasciare sola Vanessa e così la va a prendere a casa per accompagnarla a scuola. Durante il tragitto altri bambini seguono l’esempio della compagna coraggiosa e si uniscono in corteo, scortando Vanessa a scuola e sconfiggendo cosi il bullo ma soprattutto l’indifferenza.

Perché ad essere oggetto di discussione non è solo il #bullismo del prepotente di turno, ma anche l’indifferenza dei testimoni che diventano complici della violenza manifesta.

È un libro molto bello oltre che utile (sul fondo si trovano dei consigli per affrontare episodi di bullismo, sia per grandi che per piccini).

Le illustrazioni sembrano acquerelli e sono realizzate da Kerascoët, pseudonimo dietro cui si cela in duo Sébastien Cosset e Marie Pommepuy, autori di numerosi successi come “Beautiful Darkness” (Dolci Tenebre in Italia).

 

I colori utilizzati per la realizzazione sono per lo più chiari, pastello. Accompagnano la storia, andando dal grigio-azzurro, durante la narrazione della vita quotidiana e virando bruscamente nei toni del rosso e in quelli più cupi, durante gli episodi di aggressione. Per concludersi in un armonico rosa pesca al termine della brutta vicenda.

 

 

“Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione ” di Kerascoët. Uno dei miei libri preferiti.
DeAgostini

ISBN 9788851163709 €12,90

Brera Design Days 2018

Brera Design Days: 12-18 Ottobre 2018

Giunto alla sua terza edizione, il Brera Design Days 2018 si svolgerà nella settimana del 12-18 Ottobre.

Sette giorni completamente dedicati al Design nei suoi molteplici aspetti, con incontri, talk, mostre, workshop.

Il tema principale sarà “Design your life“.

Svariati saranno gli argomenti collaterali affrontati per l’occasione: Politiche Urbane; Grafica; Industria 4.0; Service Design; Coding…

La location principale per il Brera Design Days 2018 sarà la Microsoft House (viale Pasubio 21, Milano).

Ma molti altri i luoghi coinvolti negli incontri: Fondazione Giacomo Feltrinelli; Milano LUISS Hub for makers and studentes; Sala Buzzati del Corriere della Sera; Brera Design Apartment; Laboratorio Formentini.

Brera Design Days 2018

Brera Design Days edizione 2017

31 talk, 12 workshop, 10 mostre, 18 location, 127 ospiti.

Saranno numerosi gli interventi illustri e, solo per menzionarne alcuni, parteciperanno esponenti come Cristina Gallina (Design Thinking Manager Barilla); Matteo Frigerio (Country Manager Airbnv Italia); Michele Masneri e Alessandro Cannavò (giornalisti); Pietro Corraini (Graphic Designer); Walter Mariotti (Direttore Editoriale Domus); Paolo Bacilleri (fumettista); Dario Scodeller (architetto e storico del Design); Anna Nardi (Nardi S.p.a.).

L’evento è organizzato da Studiolabo (http://studiolabo.it).
Si definiscono ” Una squadra di professionisti, che collabora su progetti, si scambia idee e cresce insieme”. Ed effettivamente Studiolabo rappresenta un punto di riferimento per chi si occupa di Design a Milano e non solo.

Nato nel 2003 dalla collaborazione fra Paolo Casati, designer e creative director, e Cristian Confalonieri, designer della comunicazione e dei servizi, Studiolabo offre servizi di consulenza e progettazione. E nello specifico, la piattaforma Milano Design Network è il risultato della capacità di saper commercializzare progetti di comunicazione e di marketing legati al territorio di Milano, che ha dato vita alla creazione di progetti come Fuorisalone.it e Brera Design District.

Milano è Design, ma non solo. È moda, è cultura, è teatro. E’ l’unica fra le città italiane ad essere considerata una vera metropoli europea.

Brera Design Days sono un’occasione di scambio interessante per gli addetti al lavoro. Rappresentano inoltre per chi desiderasse approfondire l’argomento Design o volesse imparare a conoscerlo partendo da zero, una buona opportunità. Possibilità offerta da un gran numero di eventi, tutti gratuiti, ai quali poter partecipare, previa semplice registrazione sul sito: http://www.breradesigndays.it

 

 

 

 

Alta Via delle Grazie

Alta Via delle Grazie

Si propone come l’alternativa lombarda al Cammino di Santiago de Compostela. E viste le caratteristiche, ha le carte in regola per esserlo!
L’ Alta Via delle Grazie è stato inaugurato lo scorso 15 luglio ed è il primo cammino devozionale in provincia di Bergamo.


Il percorso totale è lungo 315 km e tocca 17 Santuari e diverse chiese Mariane. È collegato ad altri due cammini lombardi di natura simile: il Cammino di Sant’Agostino e quello della Rosa Rampicante. Entrambi prevedono come meta finale Pavia, città in cui sono custodite le reliquie di Sant’Agostino, e luogo di passaggio della via Francigena.
Il collegamento dell’Alta Via delle Grazie ai due cammini esistenti, avviene attraverso il Santuario di Caravaggio, da cui si risale verso Bergamo e quindi alla Valle Seriana e all’Alto Sabino. Luoghi suggestivi e ricchi di bellezze artistiche e faunistiche, in cui si può inoltre godere anche dei piaceri del buon cibo e vino. Il percorso dell’Alta Via delle Grazie infatti è strutturata in modo da poter accogliere ed ospitare i pellegrini, esattamente come accade in Santiago de Compostela, il tutto utilizzando i sentieri delle Alpi Orobiche.

Passaporto del Pellegrino

A chi vorrà cimentarsi nell’impresa delle 17 tappe in 315 km, verrà fornito il cosiddetto “passaporto del Pellegrino”, sul quale annotare le varie mete e traguardi raggiunti.


Il teatro naturale in cui si dispiega il cammino dell’Alta Via Delle Grazie, compreso fra il lago di Iseo e il fiume Serio, è sicuramente uno dei più suggestivi della Lombardia. Fra le tappe più affascinanti, per chi volesse provare solo una parte del percorso, è quella che parte da Castione della Presolana e giunge a Sovere, per un totale di km 22.
Un’esperienza da fare e che intendo io stessa provare…

Adatta per chi ama camminare a livelli più o meno agonistici; per coloro che sono devoti e intendono fare un percorso interiore; per tutti coloro che amano la natura e il silenzio.