La luce rubata al giorno, di Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

“La luce rubata al giorno”

di Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

 

“La luce rubata al giorno”, Emanuele Altissimo, Bompiani Editore

Partiamo dal presupposto che ho sempre pensato che il catalogo dell’editore Bompiani fosse di qualità.

Pubblicazioni di varia natura con scelta attenta dei titoli. Libri di autori non sempre “di grido”, famosi (un’attenzione al piccolo che difficilmente un editore grande opera). Cura dei dettagli con prezzo di copertina ragionevole.

Così quando la mia collega e amica Cristina mi ha parlato del libro di Emanuele Altissimo, ” La luce rubata al giorno”, non ci è voluto molto per farmi passare dalla chiacchiera conviviale all’acquisto del libro. Soprattutto perché la montagna è presente in modo importante all’interno del romanzo.

Sinossi

Nel suo romanzo di esordio Emanuele Altissimo racconta di Diego e Olmo, due fratelli che, rimasti orfani, si trasferiscono con il nonno, nella casa di montagna acquistata dai genitori prima della loro morte.
L’intento e la speranza di nonno Aime sarebbero fornire una nuova vita e un ritrovato equilibrio ai due fratelli. A Diego soprattutto, il maggiore dei due, che sembra sprofondare inesorabilmente nel senso di inadeguatezza che lo caratterizza, complice anche il silenzio dei boschi.

Con una narrazione diretta, scarna, fatta in prima persona da Olmo, il più giovane dei due fratelli, la vicenda assume un ritmo sempre più incalzante, in un crescendo di emozioni che culmina con il collasso, la rottura del sistema: la separazione.
Diego parte in cerca di risposte alle sue domande. Olmo e nonno Aime rimasti soli, cercano di colmare questa nuova assenza, rifugiandosi nella quotidianità, sempre con la speranza nel cuore di rivedere presto Diego.

E come l’Empire State Building, che nel romanzo simboleggia la nuova famiglia, è sopravvissuto allo schianto del bomber B-25, allo stesso modo i tre uomini manterranno intatta la loro unione nonostante le vicissitudini.

Perché è questa la forza che caratterizza un nucleo familiare: la capacità di costruire legami solidi, giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino (come fa Olmo con il suo modellino dell’Empire State Building appunto), in grado di resistere agli urti più violenti.

Opinione

Un buon esordio quello di Emanuele Altissimo con un romanzo in cui si parla semplicemente di sentimenti comuni.

A mio avviso l’elemento eccezionale e caratterizzante, è che ad essere investigato è l’ambito emotivo maschile, cosa assai rara, e non solo in letteratura.

Tre protagonisti (a mio parere quattro, con la montagna, che non si limita ad essere solo sfondo alle vicende), che diventano “grandi”, confrontandosi fra loro ma anche e soprattutto con se stessi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *