Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione di Kerascoët

“Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione” di Kerascoët

Inizialmente l’attenzione è colta dal titolo, a caratteri grandi, di colore rosso, che spicca su uno sfondo tenue e timido, come scopriremo essere Vanessa, la protagonista del libro.

Fatto di sole immagini (silent book), in cui le uniche scritte sono quelle della copertina, che sembrano appunto quasi un grido di denuncia contro la violenza di cui si fa portavoce.

È un libro tratto da una storia vera. Racconta una situazione ormai piuttosto comune e frequente nella società moderna, gli episodi di bullismo, in cui ad essere vittime sono spesso i più piccoli.

“Io sto con Vanessa”

La storia è semplice e comune. Una ragazzina timida di nome Vanessa arriva in una nuova scuola. Qui diventa vittima di un bullo. Una sua compagna assiste all’episodio di violenza che fa scappare via la protagonista in lacrime. La testimone della vicenda, preoccupata, decide di non lasciare sola Vanessa e così la va a prendere a casa per accompagnarla a scuola. Durante il tragitto altri bambini seguono l’esempio della compagna coraggiosa e si uniscono in corteo, scortando Vanessa a scuola e sconfiggendo cosi il bullo ma soprattutto l’indifferenza.

Perché ad essere oggetto di discussione non è solo il #bullismo del prepotente di turno, ma anche l’indifferenza dei testimoni che diventano complici della violenza manifesta.

È un libro molto bello oltre che utile (sul fondo si trovano dei consigli per affrontare episodi di bullismo, sia per grandi che per piccini).

Le illustrazioni sembrano acquerelli e sono realizzate da Kerascoët, pseudonimo dietro cui si cela in duo Sébastien Cosset e Marie Pommepuy, autori di numerosi successi come “Beautiful Darkness” (Dolci Tenebre in Italia).

 

I colori utilizzati per la realizzazione sono per lo più chiari, pastello. Accompagnano la storia, andando dal grigio-azzurro, durante la narrazione della vita quotidiana e virando bruscamente nei toni del rosso e in quelli più cupi, durante gli episodi di aggressione. Per concludersi in un armonico rosa pesca al termine della brutta vicenda.

 

 

“Io sto con Vanessa. Quando la gentilezza fa la rivoluzione ” di Kerascoët. Uno dei miei libri preferiti.
DeAgostini

ISBN 9788851163709 €12,90

La Comédie Humaine di Giosetta Fioroni, Corraini Edizioni

“La Comédie Humaine”

di Giosetta Fioroni, Corraini Edizioni

“La comédie humaine” di Giosetta Fioroni, Corraini Edizioni

È un libro illustrato, frutto di un lavoro lungo 3 anni.
Giosetta Fioroni, figlia di artisti (il padre scultore, la madre pittrice) nasce, cresce e si forma a Roma, presso l’Accademia delle Belle Arti.
Segue i corsi del maestro Toti Scialoja e da allora il suo percorso la porta ad essere una degli esponenti di maggior spicco della scena artistica italiana.
Giosetta Fioroni per questa sua raccolta di disegni si è fatta ispirare da “La comédie humaine” di Honoré de Balzac da cui ha deliberatamente preso il titolo.

Il campione umano rappresentato è frutto della sua personale osservazione ed esperienza, fatta per le vie della città di Roma.
Come Honoré de Balzac che nella sua comédie humaine aveva l’ambizione, la volontà di descrivere la società che lo circondava, analizzandola sotto diversi punti di vista, allo stesso modo Giosetta Fioroni fa con i suoi disegni.
Le illustrazioni hanno carattere caricaturale e sono realizzate con la penna stilografica e l’inchiostro di china nero.

Il risultato è chiaramente e volutamente grottesco.

Ad accompagnare le illustrazioni poche righe descrittive che sembrano quasi vergate a mano. Anche queste sono dirette, senza filtro, alle volte taglienti.

Troviamo ad esempio il “vecchio gibboso e deforme a piazza Cairoli”; la ” Ultraobesa con piedini e manine”; la “turista (occhistorti) discinta con nero”.

L’intento di Giosetta è proprio quello di descrivere la varietà umana in modo onesto, senza preconcetti, quasi infantile.
E ci riesce perfettamente perché la varietà umana rappresentata è familiare ciascuno di noi.

Un libro che colpisce, che non passa inosservato.

“La comédie humaine” di Giosetta Fioroni

Corraini Edizioni

ISBN: 9788875707033

http://www.corraini.com/it/

 

 

Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del costume di John Peacock, Mondadori Electa

“Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del costume” di John Peacock, Mondadori Electa

“Gli accessori del XX secolo” di John Peacock, Mondadori

L’importanza degli accessori è innegabile.

Gli addetti del settore moda (ma non solo), ne sono consapevoli.
Un abito opportunamente corredato dagli accessori acquisisce carattere.

Orecchini, foulard, sciarpe, guanti, borse, cravatte… Tutti elementi che contribuiscono a dare un tocco in più alla visione di insieme.

E John Peacock, affermato disegnatore e costumista, in questo suo libro ne sottolinea l’importanza.

Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del costume

Il libro, diviso in 7 capitoli (periodi) a loro volta segmentati in 13 sezioni tematiche, è il risultato di una ricerca approfondita e dettagliata degli oggetti della moda.

Alcuni accessori hanno avuto un successo maggiore, ed infatti li ritroviamo in più capitoli  all’interno del libro, nel corso dei decenni.  Altri molto meno ed andando in disuso, ci hanno lasciato solo il ricordo.

Gli accessori femminili sono oggettivamente più numerosi rispetto quelli maschili, dei quali troviamo ovviamente meno esempi.

Ogni capitolo, corredato da splendidi disegni, si apre con una visione d’insieme, alla quale segue un’analisi attenta e dettagliata degli accessori, con tanto di legende e spiegazioni.

 

Non poteva mancare la menzione a stilisti importanti, artisti della moda che hanno introdotto un particolare accessorio nella storia. Possiamo citare Salvatore Ferragamo, che ha introdotto le zeppe nelle scarpe, o Coco Chanel per la sua famosa borsa con catenella dorata.

A questi, ma in realtà a tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo del design della moda del ‘900, è dedicata la parte conclusiva del libro.

“Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del Costume”

Il libro è oggettivamente un “bel libro” soprattutto per le tavole di disegni realizzate da Peacock.
L’approccio visivo, sicuramente utile alla comprensione, contribuisce a stimolare la curiosità nel lettore.
I colori tenui con cui sono realizzate, ricordano i dipinti ad acquerello. Anche la scelta del formato (cm28x20), è azzeccato poiché consente una facile visione dei dettagli.

Per “Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del Costume” Peacock ha utilizzato varie fonti: riviste, periodici, brichures, fotografie, provenienti da Inghilterra, America, Francia ed Italia, fornendo così una panoramica dettagliata ed ampia sull’argomento.

Un libro che consiglio perché, oltre al fattore curiosità, è innegabile l’importanza che la Moda ha e ha avuto, nello sviluppo del costume e delle società.

Alle volte come frutto, risultato di un cambiamento. Altre volte è stata essa stessa con i suoi accessori, a farsi promotrice di una vera e propria rivoluzione culturale e di pensiero.

“Gli accessori del XX secolo. Storia illustrata del costume” di John Peacock
Edizioni Mondadori

ISBN 97888804492450

http://www.mondadori.it

Feed the Resistance, Julia Turshen, Chronicle books

Feed the Resistance, Julia Turshen, Chronicle books

“Feed the Resistance” di Julia Turshen edizioni Chronicle books: un libro fuori dal comune.

Feed the Resistence

Julia Turshen autrice del libro non è digiuna (e mai aggettivo fu più appropriato…), di questo genere di esperienze letterarie…

La volontà che sta alla base del libro “Feed the Resistance” è quella di invogliare gli appetiti, compresi quelli di natura “politica”, fornendo ricette pratiche e veloci.

Julia Turshen ha ben presente che parlare di cibo non è solo parlare di cibo in senso stretto, solo una questione legata a ciò che mettiamo in tavola e mangiamo. In “Feed the Resistance” è ben chiaro che dietro al concetto di Food sono presenti una varierà di sotto argomenti altrettanto importanti. Economia, sviluppo, inquinamento, genere, razza, religione… Senza dimenticare che proprio intorno alla tavola si sviluppano la maggior parte delle relazioni importanti per il genere umano, pubblici o privati.

Il cibo è importante dunque e cucinare è innegabilmente un piacere in tutti i suoi aspetti e fasi.

Recipes+ideas for getting involved

In “Feed the Resistance”, Julia Turshen raccoglie le ricette di quelli che sono gli esponenti più interessanti della sua comunità, suddividendole in tre gruppi.

Easy Meals for the Folks who are too Busy Resisting to Cook“: ricette facili e veloci per coloro che hanno poco tempo ma che non rinunciano alla passione per la cucina.

Feeding the Masses“: ricette che senza un grosso investimento di tempo e denaro; garantiscono il successo per un largo numero di commensali.

 

Baker Goods+Portable Snacks“: in questa terza sezione sono raggruppate le ricette più “significative”, quelle che hanno anche un legame più forte con le tradizioni del passato, i legami familiari e affettivi.

 

In conclusione Julia Turshen fornisce alcuni validi suggerimenti attraverso i quali diventare maggiormente attivi, in generale, ma anche all’interno della propria comunità. Suggerimenti che non sono scontati e che possono farti cambiare lo stile di vita in soli 10 minuti.

Perché è chiaro fin dall’inizio che è di resistenza che si parla e in “Feed the Resistance” si “parla” di cibo in generale, ma anche di quello per mente e spirito.

 

 

 

 

 

 

Futurismo, Caroline Tisdall, Angelo Bozzola, Rizzoli Skira

Futurismo, di Caroline Tisdall, Angelo Bozzola, Edizioni Rizzoli Skira

 

Il Futurismo fu la prima avanguardia europea e nacque proprio in territorio italiano.

Non deve essere considerato semplicemente un movimento artistico che si sussegue ad uno e ne precede un altro. Il Futurismo fu un vero e proprio movimento culturale che abbraccio e invase a più livelli la vita all’inizio del XX secolo.

Il monito alla base di coloro che sostenevano questa avanguardia era la necessità di “rompere” con il passato, di cavalcare l’onda veloce della modernità, che si presentava loro sotto molteplici aspetti.

Questi erano i cambiamenti conseguenti alla guerra, alle trasformazioni politiche e sociali, allo sviluppo tecnologico. La modernità, la nascita dei mezzi di comunicazione di massa (radio, telegrafo senza fili, cinema), portavano come effetto un avvicinamento delle culture dei vari continenti, e un’accelerazione dei tempi che difficilmente avrebbe potuto essere arrestata.

Leader di questo movimento fu Filippo Tommaso Marinetti, che il 20 Febbraio 1909 sul giornale francese “Le Figaro”, ne pubblicò il manifesto.

“Fondazione e Manifesto del Futurismo” F.T. Marinetti 1909

La chiave di interpretazione dell’avanguardia futurista, è la volontà di raggiungere un pubblico il più vasto possibile, interpretando con una nuova enfasi le arti tradizionali, ma anche inventandosi un nuovo linguaggio, più conforme alle necessità dei tempi moderni.

Spesso i risultati furono di netta rottura con quanto lo aveva preceduto. Ciò cui puntava il Futurismo era suscitare reazioni immediate, in modo provocatorio, ridicolizzando e sminuendo la figura dell’intellettuale tradizionale.

Filippo Tommaso Marinetti

Marinetti fu un vero e proprio agitatore delle masse. Considerato la “caffeina d’Europa” ebbe due intuizioni geniali.

La prima riguardava il pubblico, non più soggetto passivo della cultura, ma direttamente coinvolto e attivo nella risposta.

La seconda riguarda ciò che si vuol dire che è altrettanto importate come il modo. Precedendo di quasi cinquant’anni la teoria di Marshall MacLuhan “il medium è il messaggio”, Marinetti fu innovatore anche in questo.

Per questo le molteplici testimonianze del Futurismo dovrebbero essere lette nel contestò più ampio che le ha generate, ed interpretate a seconda del modo e del mezzo.

Il Futurismo: espressioni artistiche

Il Futurismo vide la sua espressione nella Pittura (Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Pelizza da Volpedo, Giovanni Segantini); nella scultura (Umberto Boccioni); nel mosaico (Enrico Prampolini); in architettura (Antonio Sant’Elia). Trovò abili esponenti anche nella ceramica (Filippo Tommaso Marinetti, Tullio D’Albissola); nella musica (Francesco Balilla Pratella, Luigi Russolo); nella letteratura e in poesia (Aldo Palazzeschi, Salvatore Quasimodo, Paolo Buzzi).

Ed infine a teatro, nel cinema e persino in gastronomia (“Manifesto della cucina futurista”, 1931 Marinetti).

“Manifesto della cucina futurista”

Una menzione di riguardo va fatta per la rivista fiorentina “Lacerba”, atto di liberazione, ad opera di Giovanni Papini ed Ardengo Soffici, pubblicata nel 1913.

Il titolo fu preso dal poema trecentesco di Cecco D’Ascoli che venne condannato a morte nel 1327, in seguito ad una condanna per eresia. Già dal primo numero Papini e Soffici, rivendicano nel loro programma, la piena libertà e autonomia dell’arte e un rilancio della letteratura frammentaria.

L’Acerba divenne ben presto un utile strumento di diffusione delle idee futuriste. In seguito mutò il suo taglio divenendo un periodico di carattere politico negli anni precedenti la guerra.

” Il Futurismo” di Caroline Tinsdall e Angelo Bozzola edito da Rizzoli, è una piccola, sintetica ma significativa monografia sul movimento innovatore per antonomasia. Mette ben in luce come il Futurismo fu portatore di una carica di fermento che portò alla ribalta della cultura europea, l’Italia.

“Futurismo”, di Caroline Tisdall e Angelo Bozzola, edizioni Rizzoli Skira

ISBN 9788874230815

€18,00

 

 

 

 

 

Tra poco è Natale, a cura di Maria Guerrini, illustrazioni di Carlotta Passarini, Edizioni Terra Santa

“Tra poco è Natale”,a cura di Maria Guerrini, illustrazioni di Carlotta Passarini, Edizioni Terra Santa

“Tra poco è Natale”… Arriva Dicembre, il mese in cui si celebra la festa più amata da sempre.
E questo è anche il titolo del libro che ci accompagna, attraverso la lettura, alla scoperta del Natale.

 

 

Tra poco è Natale, Maria Guerrini, Carlotta Passarini, Terra Santa Edizioni

Ha l’aspetto di un calendario dell’avvento. È costituito da 24 capitoli, contenenti 24 storie, che seguono il filo conduttore della Festa Santa e conduce alle celebrazioni del 25 Dicembre, al Natale.

Aneddoti, curiosità e storie

Calendario dell’Avvento

Troviamo, ad esempio, un capitolo legato all’Avvento e al Calendario dell’Avvento.

Dopo una breve incursione sul significato, sul senso della parola, scopriamo che il primo calendario nasce in Germania nel ‘300, per opera di una famiglia protestante.
Invece la tradizione del calendario dell’avvento vivente risale al 2005, anno in cui è stato allestito il primo in Svezia nel 2005. Esempio replicato con successo in tutta Europa, in Italia, come a Milano e Torino per esempio.

25 Dicembre

Un capitolo è dedicato a “La data del Natale “, il 25 dicembre, giorno in cui si celebra la nascita di Gesù.

La scelta della data, ci spiegano, è dipesa da una serie di fattori ed è simbolica.

Nessuno è a conoscenza di quale sia quella reale.

La caduta del solstizio d’inverno, periodo in cui le giornate incominciano a allungarsi nuovamente e inizia la rinascita della natura, è stato un elemento importante nella scelta del 25 Dicembre come data per il Natale.

Ma sicuramente la motivazione sottostante più forte è stata la necessità, da parte dei primi padri della Chiesa, di controllare le celebrazioni delle numerose feste pagane che cadevano giustappunto in tale data. Gli antichi Romani celebravano Saturno; gli Egiziani Horus; i Greci Dioniso; i paesi scandinavi Frey. Così nel 336 decisero di renderle cristiane, spostando la data del Natale al 25 Dicembre, cogliendo il significato simbolico di queste rese e trasferendolo in Cristo.

Albero di Natale

“L’albero di Natale”: narra la leggenda legata alla nascita dell’usanza dell’albero come simbolo, considerato per alcuni “pagano”, del Natale.

Una tradizione la vuole legata alla figura di San Bonifacio (723 circa). Recatosi in Germania per predicare il Vangelo assistette ad un miracolo: un giovane, pronto per essere immolato ai piedi della quercia sacra del dio Thor, è salvato da un forte vento, che spazza via tutti gli alberi tranne un piccolo abete, che San Bonifacio indica come nuovo simbolo della pace.

Altri la ritengono legata a Martin Lutero (1500). Una sera di ritorno dalle sue prediche teologiche, attraversando un bosco di abeti, rimane incantato alla vista del luccichio del ghiaccio sugli aghi degli alberi, magia che decide di ricreare nel suo giardino con le candeline accese.

Sta di fatto che la tradizione dell’albero è ormai diffusa in tutto il mondo, e sicuramente uno dei più belli è quello che ogni anno, dopo il Ringraziamento, viene allestito a New York, in Trafalgar Square.
Nel 1982 Papa Paolo Giovanni II ha inaugurato la tradizione di farne allestire uno in piazza San Pietro, accanto al Presepe.

Il Bue e l’Asinello

Tra le figure legate al Natale troviamo il bue e dell’asinello. Ma in pochi conoscono il significato di questi due simboli.

Per alcuni padri della Chiesa il bue, animale mansueto, che porta il giogo e  rispetta la regola rappresenta il popolo ebraico. L’asino, indolente e testardo, quello pagano. Come a dire che alla nascita di Gesù ha assistito tutta l’umanità, giudei e pagani.

Molte altre curiosità sono contenute all’interno del libro, alcune delle quali meno “sante” e un po’ più “godereccie”, come la ricetta del Vin Brulé, o la storia della nascita del dolce natalizio tradizionale meneghino, il Panettone (Pan de Toni).

Tra poco è Natale

“Tra poco è Natale “ è un libro che cattura e lo fa sia attraverso la narrazione che con le splendide illustrazioni realizzate da Carlotta Passarini.

Il formato del libro è “importante” e ogni capitolo trova a piè di pagina e per tutta la larghezza dei due fogli, un casellario con 24 finestre, una delle quali è colorata in rosso, e rappresenta nel calendario dell’Avvento, la collocazione temporale di quella storia.

Gli aneddoti e curiosità legate all’argomento del capitolo, sono contenute in riquadri di colori differenti, che, in tal modo, risaltano agli occhi del lettore.
Le figure, accompagnano la narrazione senza prevaricarla e hanno l’aspetto di qualcosa di buono e fanciullesco. I colori con cui sono realizzate sono tenui e sfumati; sembrano acquerelli.

Ricordano le illustrazioni contenute nei libri di scuola, quelle di quando eravamo bambini, il periodo in cui per essere felici bastava veramente poco.

E probabilmente il Natale è la festa più amata anche per questa ragione, perché in questo magico periodo dell’anno, si torna ad essere un po’ bambini, spensierati, leggeri e più “umani”.

“Tra poco è Natale “ è un libro utile i contenuti ma lo è anche per il senso di serenità che trasmette nel sfogliarlo.
Un regalo di Natale che consiglio di fare ad ogni famiglia!

“Tra poco è Natale” a cura di Maria Guerrini, illustrazioni di Carlotta Passarini, Edizioni Terra Santa
ISBN 9788862404983
€ 18,00

 

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina, Slow Food Editore

“Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina”

Slow Food Editore

Testi a cura di Grazia Novellini

Autunno: una delle prime immagini che viene in mente è quella di boschi e alberi che lentamente cambiano veste, mutando il colore del fogliame. E pensando ai boschi in autunno, non si può che non pensare ai suoi prelibati frutti: castagne, funghi e tartufo.

“Alla scoperta del tartufo. Nella storia, nel territorio, in cucina”, Slow Food Editore

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina, edito da Slow Food Editore, ha la peculiarità di essere un libro che, con un numero ragionevole di pagine, riesce ad essere esaustivo sull’argomento trattato: il tartufo.

Non è semplicemente una guida, né un ricettario. Parte da un inquadramento storico del prodotto Tartufo e arriva alle ricette suddivise in classiche e innovative, di alcuni chef locali (Enrico Crippa, Ugo Alciati, Maurilio Garola, Elide Mollo, Davide Pallida), passando attraverso l’aneddoto e la curiosità.

Sfogliando il libro scopriamo che il tartufo è un fungo speciale che cresce sottoterra (ipogeo), vivendo in simbiosi con alcune specie di alberi e di piante arboree, fra le quali troviamo per esempio il Rovere, il Pioppo Bianco, il Nocciolo etc…

Terrae Tuber

Il nome scientifico è Terrae Tuber e ne esistono diverse tipologie.

Sicuramente le più pregiate sono il Tartufo Bianco d’Alba (Tuber Magantum Pico) e il tartufo Nero di Norcia (Tuber Melaspondrium).

Nel secondo capitolo si scende nel dettaglio in merito alla ricerca e a chi se ne occupa.
Gli uomini che si dedicano a questa attività hanno o un’età superiore ai 60 o inferiore ai 30 e vengono detti “ Trifolao”.

Ciò che caratterizza un trifolao è la manualità e la delicatezza. Un buon raccoglitore deve avere la perizia di un archeologo per non compromettere le spore del tartufo e preservarne l’integrità.
La ricerca del tartufo è un mezzo per arrotondare le entrate e assai di rado è praticata come unica attività che garantisce fonte di reddito.
Le zone di raccolta sono presenti più o meno su tutto il territorio nazionale. Il Piemonte è una delle regione più fruttifere.

Il “taboj” ovvero cane da tartufo

Pochi gli strumenti da utilizzare: un bastone curvo, un giubbetto multitasche, scarpe da trekking… Imprescindibile la presenza di un fido accompagnatore, il cane, un pointer, un bracco, ma anche un meticcio di taglia media che vengono chiamati in dialetto “taboj” e appositamente addestrati per la ricerca.

In Italia esistono diverse fiere specializzate e dedicate ai tartufi

Già dal medioevo le esposizioni e le vendite dei tartufi (effettuate nei giorni festivi, “feriae” in latino), rappresentavano un importante aiuto per l’economia locale.

Dicasi lo stesso per i tempi moderni.

Tra le più importanti e prestigiose ne troviamo due dedicate al Tartufo Bianco: la Fiera di Acqualagna (PU) e quella internazionale di Alba ( CN).
La manifestazione che si tiene ad Alba è la manifestazione enogastronomica più conosciuta d’Italia. Nel 2007 riceve il riconoscimento che le conferisce il carattere di fiera internazionale.

Parlando del Tartufo Bianco d’Alba non si può non ricordare l’albergatore Giacomo Morra, figura che promosse la diffusione e la conoscenza del prodotto tipico delle Langhe, in tutta Italia e oltre i confini nazionali.

Il tartufo è infatti attualmente uno dei prodotti italiani più conosciuti ed apprezzati nel mondo, che, per tale ragione deve essere raccolto, riconosciuto e certificato seguendo degli standard di modo da garantirne la qualità e quindi la tutela del consumatore.

A presiedere, controllare e organizzare tutto nel 1996 nasce il

Centro Nazionale Studi Tartufo

che crea la Certificazione di Qualità del Tartufo Bianco d’Alba, garantendone la qualità di fronte agli occhi di tutto il mondo.

Come dicevamo esistono una serie di regole che ne organizzano la raccolta, la coltivazione e il commercio.
È vietata ad esempio la lavorazione del terreno con mezzi meccanici provvisti di aratro o scavatore; la vendita del prodotto fresco nei periodi in cui non ne è consentita la raccolta. Il prodotto conservato va venduto in recipienti chiusi ermeticamente con etichetta che indica nome, indirizzo dell’azienda, peso e nome latino.
Il mercato che ruota intorno alla produzione, vendita e consumo del tartufo non ha un aspetto chiaro, definito, marcato. Ciò in gran parte dipende dal fatto che abbiamo a che fare con un prodotto delicato, il cui equilibrio dipende da una serie di fattori, che mutano rapidamente e che ne influenzano la produzione e quindi anche il resto.

Regole per l’acquisto

Per tale ragione all’acquirente viene consigliato di seguire poche semplici regole per non cadere nella rete di trifoi truffaldini.
Prima fra tutte rispettare la stagionalità. Il periodo in cui si può acquistare il tartufo è in autunno, momento della raccolta. Abbiamo a che fare con un prodotto che deperisce molto rapidamente e non esistono metodi di conservazione che ne mantengano inalterate le sue caratteristiche per più di 10 giorni. Diffidare di tartufi veduti in altri periodi dell’anno (così come di buona parte di prodotti aromatizzati),

Salvo casi eccezionali come Acqualagna di cui abbiamo in precedenza letto…

È consigliabile acquistare tartufi nelle apposite fiere specializzate, di modo da avere la possibilità di confrontare prodotti (certificati) e prezzi dei vari venditori.
Una volta acquistato il tartufo può essere pulito, avvolto in un panno, chiuso dentro un contenitore di vetro e riposto in frigorifero. A differenza di quello bianco, il tartufo nero può anche essere lavato prima di essere riposto al fresco. Ovviamente va asciugato molto bene.
Le differenze fra le due tipologie di Tuber sono riscontrabili anche nell’utilizzo in cucina.
Mentre il tartufo bianco si utilizza sempre a crudo, tagliato a lamelle sottili (e non grattugiato!) in fase di impiattamento, quello nero invece può essere anche inserito nelle pietanze in fase di preparazione.

Il tartufo è attualmente uno di quei prodotti che simboleggia il Made in Italy nel mondo e la sua tradizione culinaria

Probabilmente è anche per questa ragione che, nelle Langhe, zona di forte produzione, il flusso di turisti non ha mai subito un calo. Anzi. Si è avuto un incremento e un aumento relativo al periodo medio di permanenza. Sicuramente la buona tavola e il buon vino sono due fattori da non sottovalutare. Ma bisogna riconoscere il giusto merito anche alle strutture ricettive (alberghi, b&b etc…), che hanno il plauso di fornire un ottimo servizio in cui il rapporto qualità-prezzo risulta essere assolutamente bilanciato.

 Quattro Itinerari con Alba come centro

Quattro sono gli itinerari che si possono percorrere, tutti con Alba come punto intermedio: Alba-Barbaresco-Alba; Alba-Monchiero-Alba; Alba-Murazzano-Alba; Alba-Montà-Alba.

Indipendentemente dalla scelta, si consiglia un turismo di tipo slow, che consente di apprezzare oltre alla buona tavola, anche i bellissimi paesaggi che gli itinerari offrono.

“Un alone di mistero circonda il più prezioso dei frutti della terra…”, così cita la quarta di copertina. Forse da questa magia deriva la credenza che i Tartufi fossero (o forse sono), il cibo delle streghe. Ma questo non ci stupirebbe più di tanto. Siamo in Piemonte, terra delle Streghe e patria della Magia! Non potrebbe essere diversamente da così.

 

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina.

Slow Food Editore

http://www.slowfoodeditore.it

ISBN 9788884993465

€12,00