Montagna e disabilità: un binomio vincente grazie a Joelette

“Montagna e disabilità: un binomio vincente grazie a Joelette”

“Non esiste disabilità che non possa essere superata”

Montagna e disabilità: connubio che non sembrerebbe avere molto in comune.

Affermazione in prima battuta oggettivamente vera, dato che la montagna, per sua conformazione naturale, implica fatica e difficoltà negli spostamenti.

Esistono fortunatamente casi in cui le barriere possono essere superate, abbattute, specie se scendono in campo sentimenti come l’umanità e l’amore per il prossimo.
Ne abbiamo avuto una dimostrazione poco tempo fa in Trentino, ove quest’anno è stata la Sat di Pergine ad organizzare un’escursione per le persone affette da handicap fisico.
I volontari hanno condotto i disabili da Redebus fino a val dei Mocheni, grazie all’utilizzo della sedia Joelette.

Joelette

La Joelette è stata inventata dal francese Joël Claudel nel 1987.

Alpinista e guida, Joël Claudel progettò un mezzo di trasporto in grado di consentire alle persone affette da disabilita fisica, di avventurarsi nelle vie più impervie, lungo i sentieri di montagna.

Le motivazioni che spinsero Joël Claudel a dar vita al primo prototipo di sedia furono, esattamente come per i volontari del Sat di Pergine, di natura umanitaria e altruistica.

Claudel voleva infatti regalare una gita in montagna a suo nipote Stephan, amante della montagna come lui, colpito da una malattia degenerativa che non gli permetteva più di godere della sua passione.

La sedia Joelette è una sorta di risciò quindi, composta da una ruota dotata di sospensioni, freni, e da una seduta. I trasportatori, in genere nel numero di due o tre, si posizionano tra la parte anteriore e posteriore e trasportano il disabile, afferrando gli appositi bracci di cui Joelette è dotata.

“Volontari che utilizzano la Joelette durante un’escursione con i disabili”

Dal giorno della sua invenzione Joelette è stata impiegata in varie occasioni ed ambiti.
Ha incontrato il running per esempio, ed è diventata una disciplina sportiva di cui si è disputato il Mondiale lo scorso 2 Giugno a Saint Trojans Les Bains, in Francia.
Sono proprio i francesi ad avere l’idea di dar vita ad una gara mondiale, seguiti da un gruppo di italiani altrettanto appassionati e folli.
La vera vittoria è stata la somma raccolta (ben 29.000 euro), grazie al crowd funding di Rete del Dono e alle sponsorizzazioni.

Un successo e una conferma che i buoni sentimenti possono veramente tutto.

Trentino Alto Adige

Il Trentino è la realtà italiana in cui le carrozzine da escursione sono più diffuse, grazie all’impegno e alla sensibilità di tanti volontari.
Ed è Ivo Tamburini, che nel 2006 ha abbattuto il muro fra disabilità e montagna, portando un gruppo di non vedenti a fare una ferrata, a dar voce al pensiero comune dei volontari.
“Noi riceviamo molto di più di quello che stiamo dando perché le emozioni, le sensazioni che loro provano ci danno un arricchimento notevole.”

 

“Paesaggio montano: un’impresa possibile anche per i disabili”

“La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.” (cit. George Bateson)

Non esiste al mondo differenza che giustifichi un atteggiamento ostile, di chiusura verso il prossimo.
Non è l’isolamento del “diverso” che arricchisce, bensì il confronto con esso.

Bottigliette di plastica in montagna? Bressanone dice basta

“Bottigliette di plastica in montagna? Bressanone dice basta”

Che la plastica rappresenti un serio problema per l’ambiente è noto ormai da tempo.
I rifiuti plastici invadono la natura inquinandola, e le tempistiche di smaltimento possono essere molto lunghe raggiungendo, in alcuni casi, anche i mille anni.
Il riciclo è stato fino ad ora, il palliativo più frequentemente utilizzato.
Ma purtroppo non per tutti i prodotti plastici si può procedere in questo senso.

Dopo anni di denunce , dimostrazioni e manifestazioni si è finalmente giunti ad azioni concrete, che, per quanto piccole e/o isolate possano essere, sono la dimostrazione concreta che qualcosa sta cambiando nelle abitudini delle persone. Ma soprattutto, cosa più importante, nel modo di pensare comune.

Bressanone dice stop!

Il comprensorio della Plose, sopra Bressanone in Alto Adige, è uno degli esempi di questo cambiamento.


I gestori dei rifugi di questa area alpina, in collaborazione con la società Funivie Plose e il Comune di Bressanone hanno lanciato l’iniziativa “Refill”.
Trattasi di una bottiglietta di acciaio inossidabile, acquistabile presso varie località del comprensorio della Plose, al costo di € 9,90.
La bottiglietta in acciaio inossidabile può essere facilmente riempita alle numerose fontanelle assai frequenti in montagna, e soprattutto riutilizzabile all’infinito.

Un ritorno nostalgico al passato, che si propone essere un’ alternativa valida e intelligente alla bottiglietta di plastica.

Basti pensare al paradosso che l’acqua, contenuta nella bottiglia in questione, ha affrontato un lungo viaggio per arrivare in montagna, e ne affronterà un altro altrettanto lungo per essere smaltita in valle.

Una “follia logica” questa che ha, appunto, spinto i gestori dei rifugi e delle baite a dire basta alla plastica e sí all’acqua a chilometro zero, a partire dallo scorso agosto.

Un piccolo gesto di grande civiltà quello attuato dal comune di Bressanone. Una presa di coscienza mossa dall’evidenza che la plastica sta divorando il pianeta.

In fin dei conti qualche parte si dovrà pur cominciare a cambiare.
E sono i piccoli passi a far fare i lunghi tragitti.

Associazione Cammino di Sant’Agostino

“Associazione Cammino di Sant’Agostino”

 

L’ Associazione Cammino di Sant’Agostino, associazione senza scopo di lucro, nasce e si sviluppa grazie alla cooperazione di un gruppo di persone con in comune la condivisione  della passione per la valorizzazione della cultura del territorio.

Dal 2009 lavora con questa finalità, organizzando di una serie di cammini “lenti”, fra i quali il più importante è ” Il Cammino di Sant’Agostino “.

Cammino di Sant’Agostino – Immagine del percorso

Cammino di Sant’Agostino

Il “Cammino di Sant’Agostino” prevede il raggiungimento di 50 Santuari Mariani, dislocati in sette provincie per un totale di km 620 e un tempo di percorrenza stimato in 26 giorni.

Le tappe toccano i luoghi definiti “emblematici” della vita del santo: Cassago Brianza, luogo della conversione; Milano, ove fu battezzato nel 387 d.C.; Pavia, ultima tappa della sua vita.

Una delle caratteristiche peculiari del Cammino di Sant’Agostino è la forma del suo percorso a rosa stilizzata.
La rosa ha il suo fiore nella zona della Brianza; le foglie in direzione est ed ovest, a coprire le Provincie di Monza-Brianza, Milano, Varese e Bergamo. Il gambo unisce Monza, Milano, Pavia e Genova; le radici si estendono fino a toccare il suolo africano.

“La rosa” – Piantina del percorso sul territorio Italiano

Il Cammino infatti ha un tragitto che copre una notevole estensione e non si limita al solo territorio italiano.

E’ infatti possibile proseguire fino a Tunisi, Ippona toccando Sageste, dove sono appunto raffigurate le “radici” della rosa stilizzata.

Nella sua parte italiana il Cammino copre aree a densa urbanizzazione. A primo acchito questo potrebbe essere considerato un limite, un vincolo al vivere appieno un’esperienza che vorrebbe essere spirituale e di liberazione.

In realtà questo tipo di esperienza, il confronto con la quotidianità, vissuto con lo spirito del pellegrino, del viandante, può essere molto utile per capire i limiti della vita moderna.

Uno spunto di riflessione su quelle che sono le condotte da migliorare, al fine di poter vivere meglio.

Il Sentiero di Leonardo

Oltre al “Cammino di Sant’Agostino” l’ Associazione promuove e organizza un tour chiamato “Il Sentiero di Leonardo”, cammino che unisce Milano alla Svizzera, fino al Passo San Bernardino.

Sentiero di Leonardo – Mappa

I kilometri coperti dal percorso sono in questo caso 240 in 12 giornate.

I luoghi oggetto di interesse sono quelli connessi in modi diversi al Maestro Leonardo da Vinci.

Sfruttando i sentieri storici costruiti nei secoli per ragioni logistiche e soprattutto economiche, il sentiero di Leonardo consente di conoscere una parte di fondamentale importanza per lo sviluppo della società del tempo.

Un’indagine storico ed economica dentro una di carattere più “biografico”.

Il camminare, il peregrinare è considerato un po’ la metafora del destino dell’essere umano, sempre alla ricerca di risposte su di sé e sul senso della vita. “Dove andrà la mia vita?” quesito agostiniano, è perfettamente rappresentato dall’incedere camminando con tutte le sue gioie e i suoi dolori.

Sentiero di Leonardo – Veduta del percorso

Sfruttando occasioni come i cammini organizzati dall’ Associazione Cammino di Sant’Agostino si ha la possibilità, non solo di scoprire luoghi meravigliosi, che hanno fatto da sfondo a personalità illustri come il Santo e il Maestro Da Vinci, ma anche indagare se stessi.

 

Per maggiori informazioni

http://www.camminodiagostino.it/it

 

Associazione Culturale Il Cammino di Sant’Agostino

Via Volta, 16
23876 Monticello Brianza (LC) – Italy

Tel  +39 348 4527583

info@camminodiagostino.it

 

 

Associazione per la Promozione Sociale Gente di Montagna

“Gente di Montagna”

Amare la montagna è una “missione”.

La montagna è fatica, sforzo, sacrificio. E lo sa bene chi vive le cosiddette Terre Alte.

Ma lo impara anche chi se ne innamora, frequentandola. E una volta che scocca la scintilla la passione sarà eterna.

ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE SOCIALE GENTE DI MONTAGNA

L’ Associazione per la Promozione Sociale Gente di Montagna inizia a muovere i primi passi nel 2002 grazie alla collaborazione e cooperazione di un gruppo di persone, provenienti da ambiti diversi, uniti dalla passione per la montagna, di cui si fanno promotori.
Nel 2005 l’ Associazione Gente di Montagna viene istituzionalizzata e comincia ad organizzare progetti, iniziative, incontri, legati al mondo della montagna. Lo scopo principale è la promozione delle zone montane, delle Terre Alte, con la sua natura impervia e mozzafiato e le sue caratteristiche dinamiche sociali.

Progetti

SENTIERI NERI

Fra i progetti di Gente di Montagna di interesse troviamo “Alture 2019″ un “Festival-ma-non-solo”, che quest’anno coprirà l’intero anno solare, e realizzerà diversi eventi sui monti bresciani.

La rassegna di film Montagne e Montanari, che con l’inizio della bella stagione, organizza quattro appuntamenti, durante i quali vengono proiettati i film in cui sono le Terre Alte ad essere protagoniste.
Sarà possibile, al termine delle proiezioni, degustare prodotti tipici messi a disposizione da produttori locali per i partecipanti all’evento. Un’occasione ghiotta per conoscere anche l’aspetto godereccio della tradizione culinaria montanara.

Filmati e Documentari

Numerosi sono i filmati e i documentari prodotti da Gente di montagna, alcuni dei quali insigniti di riconoscimenti importanti.
L’interesse nasce spontaneo trattandosi di veri spaccati della vita tipica delle Terre Alte.

Il BOSCO GIOVANE è il primo dei capitoli in cui si racconta l’enorme importanza che ha il bosco per la società. Le riprese sono state effettuate nel 2011 presso la foresta di Carpaneta, in provincia di Mantova, partecipando nel 2012 all’Orobie Film Festival.

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DI PADRE IN FIGLIA ha partecipato, fra i vari concorsi, anche alla Festa della Montagna di Cuneo. Il documentario racconta la storia di una giovane universitaria che trascorre le sue estati in Val Gabbia, con il padre e molti “personaggi” che le fanno compagnia. Un esempio di quanto la natura impervia della montagna, con le sue fatiche e difficoltà, aiuti ogni giorno a crescere e maturare un po’ di più.

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La storia di IGNAZIO CECCARELLO, pastore dei monti Sicani siti in provincia di Agrigento. Ignazio vive in solitaria, trascorrendo la sua esistenza in una delle zone d’Italia sconosciuta ai più, dimostrando un enorme forza interiore, la stessa che hanno tutti coloro che oggigiorno decidono di scappare sulle Terre Alte alla ricerca di un futuro migliore.

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La felicità degli abitanti delle Terre Alte è una felicità inconsapevole, una “felicità fino a prova contraria” perché, come sostiene Mauro Corona:

“Lassù si erano liberati dal desiderio di felicità e perfino dalla speranza, perciò vivevano in pace e tranquilli lì, avevano cioè trovato la felicità. Ma loro non lo sapevano e campavano così.”

Ed infatti della grandezza della montagna te ne accorgi solo scendendo a valle, osservandola dal basso nella sua maestosità. Esattamente come accade ai mortali che osservano dal basso gli dei dell’Olimpo.

 

Contatti

Mail: info@gentedimontagna.it

Associazione per la Promozione Sociale

GENTE DI MONTAGNA

via Lorenzo lotto 2/a

24126 Bergamo BG
Italia

Per approfondimenti:

https://www.gentedimontagna.it

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2019

“BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2019”

Nel 2019 il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL giunge alla sua 44esima edizione, e anche quest’anno è la natura incontaminata, declinata nelle sue molteplici versioni, ad essere lo sfondo privilegiato dei protagonisti dei film proiettati nel corso del festival.

https://www.banff.it/gallery/le-immagini-simbolo-del-bmff-2/

Dal 1946, anno in cui ebbe inizio ad Alberta in Canada, il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL raduna i più grandi esperti di alpinismo e outdoor a livello mondiale che, per nove giorni danno la possibilità ai partecipanti di comprendere la loro passione per la natura attraverso film, lungometraggi, cortometraggi, libri.

Dal 2013 il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL coinvolge ed interessa anche l’Italia.

La prima edizione, durata 6 giorni, è partita da Milano e si è conclusa a Lecco.

Il suo successo è stato tale da vedere duplicate le giornate nel 2014 ed è arrivato quest’anno a coprire 29 città in 2 mesi (11 Febbraio 2019-Milano; 10 Aprile 2019-Cuneo).

Nel corso del BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL vengono proiettati circa 400 film. Al termine una giuria costituita da “addetti ai lavori” li giudica ed assegna diversi premi a seconda della categoria: Best Film on Mountain Culture, Best film on Exploration and Adventure; People’s Choice Award…

https://www.banff.it/gallery/le-immagini-simbolo-del-bmff-2/

 

I protagonisti dei film sono atleti professionisti, che si cimentano in vere e proprie imprese, mettendo alla prova la loro preparazione e i loro limiti.

È ben chiaro che non è possibile per tutti replicare questo genere esperienze…

Alla base di queste prove c’è tanta passione per la natura, lo sport e la vita outdoor, ma anche la necessità di testare materiali ed attrezzature nuove.

In questo modo gli atleti possono dare feedback importanti alle aziende produttrici di cui spesso sono sponsor. Ma anche far conoscere e dare informazioni utili agli appassionati di sport.

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL ITALIA 2019

BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL 2016

In Italia il BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL inizia il suo tour itinerante a Milano l’11 Febbraio, e termina a Cuneo il 10 Aprile 2019.
In ogni città del tour viene proposta una selezione dei migliori film presentati al festival canadese. Uno spettacolo della durata di circa due ore, nel corso del quale si ha la possibilità di poter rivivere l’esperienza dell’atleta.
Fra i film selezionati quest’anno, che sono tutti in lingua l’originale e con sottotitoli in italiano, possiamo trovare “Dreamride III”; ” Reel Rock 12″; “Far Out: Kay Jones”, la storia di un undicenne appassionato di montagna che, seguendo le orme della famiglia, sfida i propri limiti con salti ed acrobazie spettacolari.

I biglietti sono acquistabili su Vivaticket all’indirizzo https://www.vivaticket.it/ita/search

o attraverso il sito ufficiale del BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL

https://www.banff.it/event-category/tour-2019/

Montagne; fiumi; mare; deserti; natura selvaggia. Tutto questo e molto di più è BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL.

Un’occasione per esperti e addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che amano la vita all’aria aperta e lo sport.

Per ulteriori relativi al BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL ITALIA consultare il sito:

https://www.banff.it

O  contattare:

organizzazione@banff.it

 

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

 

 

La Grande Guerra Bianca, Stefano Torrione e Marco Gramola

“La Grande Guerra Bianca”, Stefano Torrione e Marco Gramola

“La Grande Guerra Bianca”, opera di Stefano Torrione e Marco Gramola.

La segnalazione di questo lavoro, che ha catturato la mia naturale curiosità, è arrivata da una cara amica e collega.

Un progetto eclettico, quello di Stefano e Marco, legato alla montagna e ancora in fase di sviluppo.

Stefano Torrione nasce ad Aosta nel 1962.

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche decide di dedicarsi alla fotografia, sua grande passione. Diviene così fotografo documentarista. Realizza numerosi reportage, pubblicati su varie riviste italiane ed internazionali.

Negli ultimi anni si è dedicato alle Alpi, dando vita a progetti fotografici importanti, uno dei quali dedicato alla I Guerra Mondiale.

Nell’estate del 2013 sotto la guida di Marco Gramola

(http://www.girovagandoinmontagna.com/ggit/tag/marco-gramola/), presidente della Commissione Storica della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini), ha iniziato ad esplorare i ghiacciai e l’alta montagna della zona del Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto, alla ricerca dei segni della Guerra Bianca (1915).

La Grande Guerra Bianca, testimonianze

A questa zona Stefano dedica la sua attenzione e realizza l’archivio fotografico più importante nel mondo.

La raccolta del materiale ha dato vita ad una mostra itinerante, organizzata da National Geographic, e giunta alla Fabbrica del Vapore, Milano, nel 2017.

(http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/07/12/foto/guerra_bianca_mostra_milano-3596309/1/).

 

“La Grande Guerra Bianca”, Mostra National Geographic

Le fotografie di Stefano hanno catturato in maniera evidente, le tracce della Guerra Bianca. Questo è stato possibile grazie al cambiamento climatico eccezionale, che si venne a creare nel periodo del reportage e che consentì di realizzare gli scatti eccezionali.

Consapevole del fatto che tali segni potrebbero nuovamente scomparire, sommersi dalla naturale forza del clima e della montagna, Stefano ha deciso di dedicarsi ad una nuova impresa: la realizzazione di un libro.

La Grande Guerra Bianca: il Libro

Lancia il progetto “La Grande Guerra Bianca” sulla piattaforma di crowfunding KissKissBankBank, con la volontà di raccogliere i fondi utili per la realizzazione del libro. In questo modo è certo che il frutto del suo lavoro, gli scatti realizzati, saranno visibili a tutti e fissati nel tempo.

 

“La Grande Guerra Bianca” prototipo di copertina

 

Il volume dal titolo “La Grande Guerra Bianca” vedrà la collaborazione di Stefano Cognetti (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paolo_Cognetti), vincitore del Premio Strega 2017, per la realizzazione della prefazione.

A Diego Leoni (https://premiomariorigonistern.com/sl_SI/vincitore-2017/), premio Rigoni Stern 2017, la cura dei testi.

 

“La Grande Guerra Bianca”, prototipo di copertina

 

Stefano Torrione e Marco Gramola, autori del libro “La Grande Guerra Bianca”, racconteranno la loro esperienza al giornalista Enrico Martinet (http://www.letteraltura.it/9917,Ospite.html), che li intervisterà. Oggetto del racconto sarà l’esperienza vissuta nel 2013 lungo il confine Austroungarico.

Un progetto importante che consente di fissare nel tempo un lavoro realizzato con grande fatica e con impegno. Un reportage che racconta i segni tragici di un’epoca, immersi in un contesto naturale tanto bello quanto duro.

Un progetto da sostenere, che coinvolge gli amanti della fotografia, della storia, della letteratura o semplicemente della montagna.

Per maggiori informazioni e per un contributo:

https://www.kisskissbankbank.com/it/projects/grande-guerra-bianca/comments

Milano Montagna Festival: 20-23 Ottobre 2017, Milano

Milano Montagna Festival: 20-23 Ottobre 2017, Milano

Milano Montagna Festival: tre giorni completamente dedicati alla montagna e a tutti coloro che la amano.

Donne, ribelli, montagna e limiti, questi gli argomenti intorno al quale ruoterà il festival.
Perché quando si parla di montagna si parla anche di resistenza e resilienza. Perché la montagna spinge coloro che la amano e la vedono come scenario delle proprie discipline, a sfidare e superare i limiti fisici.

Ma anche di ribellione, perché la montagna è anche questo. Ribellione alle convenzioni, alle pressioni economiche e sociali della città. Ribellione storica. Orgogliosi delle proprie regole, dei propri usi e costumi.

Al Festival parteciperanno atleti internazionali come Adam Londra, Anna Torretta, Marine Wallner, Markus Eder, Jérémie Heitz, Julien Regnier ed Eleonora “Lola” Delnevo.
Ma non solo sport. Molte sono le attività organizzate anche di altra natura.

 

Venerdì 20 e Sabato 21 Ottobre

L’evento si aprirà venerdì 20 Ottobre alle ore 16:30 presso la Fondazione Feltrinelli (Viale Pasubio, 5, 20154 Milano MI).

Sarà possibile assistere all’anteprima di film internazionali e a retrospettive.
Si parlerà di libri, di natura e storia con il prof. Michele Freppa, Montagne sentinelle del cambiamento.
Enrico Camanni presenterà il suo libro Alpi Ribelli (venerdì 20, ore 17:00).
Alberto Gogna introdurrà gli scalatori ribelli del movimento del Nuovo Mattino; Alberto Bregani le sue fotografie evocative, che vedono la montagna come protagonista.

Guido Andruetto parlerà del suo libro dedicato a Giorgio Bretone. Paolo Paci approfondirà il tema di Caporetto.

(https://www.milanomontagna.it/milano-montagna-festival/programma/)

Domenica 22 Ottobre

Domenica 22 Ottobre cambio di location e di attività.
Dalle ore 10:00 alle ore 15:00 presso il Parco Lambro (Via Feltre, 20134 Milano MI), partirà l’Action Sport by BeOut con istruttori di skateboard, slackline, rugby, tai chi, nordic walking e con la partecipazione di associazioni come Sbanda Brianza Slackline Italia, CUS Milano Rugby, AIK Milano e Milano Nordic Walking.

Lunedì 23 Ottobre

Lunedì 23 Ottobre a partire dalle ore 16:30 presso la Santeria Social Club (Viale Toscana, 31, 20136 Milano MI), inizierà l’ultimo giorno del Milano Montagna Festival.
Oltre ad una serie di eventi e di interventi, dalle ore 17:15, si potrà assisterà alla premiazione dei concorsi Vibram Factory e Video Awards, progetti collegati all’evento.

Per il Vibram Factory sono stati selezionati 42 dei 56 progetti arrivati da tutto il mondo.

(https://www.milanomontagna.it/vibram-factory-2017/)

Per il Video Awards 60 dei 150 cortometraggi-progetto, anche in questo caso, di natura internazionale.

(https://www.milanomontagna.it/video-awards-2017/)

Ingresso Libero fino ad esaurimento posti.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito:

https://www.milanomontagna.it/milano-montagna-festival/

La pagina Facebook

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La pagina Instagram

@milanomontagna

 

 

 

Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia di Enrico Camanni, Editori Laterza

“Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia” di Enrico Camanni, Editori Laterza

Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia

Il titolo del libro è significativo di quello che l’autore, Enrico Camanni, vuole raccontare attraverso una serie di storie di montagna, che hanno come trait d’union, l’argomento resistenza.

I ribelli di cui ci narra, diventano strumento attraverso il quale si indaga l’argomento montagna, Alpi nello specifico, protagonista assoluta che si staglia come sfondo dei racconti.
Differenti sono le forme di ribellione e di Resistenza .

“Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia”, di Enrico Camanni Editori Laterza

 

Viene narrata ad esempio la vicenda di Fra Dolcino e dei suoi seguaci eretici, perseguitati e condannati. Una resistenza di tipo religioso e politico.

Troviamo le storie di tre donne legate all’argomento resistenza, di cui una, particolarmente interessante, ovvero quella di Mary Varale, che si oppone al sistema, alla gerarchia del CAI, nel momento in cui vede negata la medaglia ad Alvise, che scalò con lei il Cimon del Pala. Come un’eroina femminista ante litteram, scrive una lettera molto dura, all’ora presidente del CAI, Francesco Terribile, in cui manifesta il suo disappunto e con la quale si dimette dai suoi incarichi.

E anche storie di resistenza allo sviluppo, al sistema burocratico, come nella vicenda di Mountain Wilderness.

A metà degli anni ’80 Mountain Wilderness protesta e lotta contro tutti quei mezzi che facilitano l’accesso alla montagna (funivie, motoslitte, autostrade…), banalizzando il senso stesso di naturalezza, che la montagna porta insita in sé.

Il movimento arruola figure di spicco dell’alpinismo come Reinhold Messner ad esempio, che organizza il blocco della telecabina della Vallée Blanche nell’agosto del 1988, come segno di protesta.

Perché nel libro di resistenza si parla e soprattutto di resistenza che la montagna, con tutto il suo sistema culturale, i suoi usi e costumi, ha opposto da sempre alla pressione economica proveniente dalle valli e dalla pianura.

Scelta ovviamente che per certi versi si è dimostrata controproducente. Ed infatti le storie narrate dei ribelli non sempre hanno un lieto fine, anzi…

Ma qui in gioco c’è un sistema di valori di cui la montagna e i suoi abitanti, sono sempre stati fieri, e che hanno strenuamente difeso nel corso dei secoli.
Allora forse non si dovrebbe parlare solo di resistenza, ma anche di Resilienza

Perché nonostante tutto, le scelte controcorrente, che la montagna nella rappresentanza dei suoi abitanti ha fatto, resistendo alla spinta di massificazione del progresso, della globalizzazione, alla fine le hanno dato ragione.

E ne abbiamo la prova nella figura dei “nuovi montanari “, che scelgono di vivere in montagna per abbracciare i valori che essa ha insiti in sé (lentezza, silenzio, vita comunitaria), portando con sé nuovi input, nuovi stimoli. Difendono strenuamente quel territorio, non sempre accogliente, in cui hanno scelto di vivere e non in cui gli è capitato di nascere.

Enrico Camanni, alpinista e giornalista torinese, tesse abilmente la trama di questo libro.
Offre interessanti spunti di riflessione, mai scontati né banali, e lo fa da regista esterno, senza prendere posizione. La conclusione è lasciata nelle mani del lettore, guidato dalle vicende che vengono narrate.

Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia un libro che consiglio non solo a coloro che, come me, amano la montagna. Ma anche a tutti coloro che sentono impellente la necessità di fermarsi a riflettere, almeno un attimo, il tempo di una lettura, sulla direzione che la società sta prendendo e noi con lei; sul senso reale della maggior parte degli avvenimenti che ci circondano ogni giorno.

“Alpi ribelli: Storie di montagna, resistenza e utopia” di Enrico Camanni, Editori Laterza
EAN 9788858125144
€18,00

http://www.laterza.it

http://www.enricocamanni.it

 

 

 

 

 

Museo diffuso Alta Via del Tabacco – Valbrenta

Museo diffuso “Alta Via del Tabacco” Valbrenta

http://www.valbrenta.net

 

Alta via del Tabacco, Valbrenta

Il mio interesse per il sito nasce dall’incontro fortuito di una serie di elementi.

Primo fra tutti il fatto di aver letto un libro, “L’ Anima della Frontiera” di Matteo Righetto edito da Mondadori (€ 18,00), che ho letto in un sol fiato per il modo in cui è scritto e perché mi ci sono ritrovata bene dentro.

Quindi per la mia grande passione, la montagna, che ho scoperto solo crescendo e maturando, senza la quale ora non avrebbe senso molto di ciò di cui mi occupo. Senza il respiro che periodicamente mi dà, non potrei affrontare serenamente quella che è la mia vita quotidiana.

Ed infine probabilmente un richiamo atavico, visto che sono un po’ anche le mie zone di origine.

Il sito, facile da consultare, intuitivo ed agevole, offre una panoramica chiara ed ampia su tutto il territorio.
Troviamo informazioni di carattere storico e culturale e sui luoghi in cui alloggiare.
Molte le iniziative di carattere sportivo, legate al fiume Brenta come percorsi in canoa, hydrospeed e rafting per tutti i gusti, easy, family, adventure, extreme.
È possibile inoltre partecipare ad una settimana completamente dedicata allo sport con programmi all-inclusive, che prevedono pernottamento e prima colazione nella splendida casa sul fiume www.casasulfiume.it

Casa sul fiume, Valbrenta

In connessione con il romanzo di Righetto precedentemente menzionato, vorrei infine segnalare l’attività di escursione legata al percorso

Alta Via del Tabacco, Valbrenta

www.valbrenta.net/sport-e-natura/alta-via-del-tabwwwacco.html

Il sentiero, impegnativo per i tempi di percorrenza, può essere suddiviso in tre parti:

Costa a Valstagna
Valstagna a Campolongo
Campolongo a Bassano

Viene comunemente definito “Museo diffuso Alta Via del Tabacco”.
Gli insediamenti e i terrazzamenti, costruiti ad Alta Quota, svolgevano infatti un’importante funzione di unione sociale fra gli abitanti del luogo, che svolgevano il duro lavoro di coltivazione del tabacco.
Proprio tali colture consentirono una rivoluzione per l’economia del luogo che nel corso della prima metà del ‘600 ne trasse vantaggio.
Della plurisecolare produzione oggi ne rimane solo il ricordo legato ai terrazzamenti sostenuti dai muri a secco che gli abitanti del luogo chiamano “masiere”. Tali costruzioni che si innalzano a circa 500 metri sul Brenta, furono costruite a mano sui pendii, con la speranza che fossero di aiuto e sostentamento per gli abitanti della Val di Brenta.

 

 

 

 

 

Weekend fotografici d’autore

Weekend fotografici d’autore

Non riuscirei a pensare ad un modo migliore per osservare la messa in atto di quanto descritto nel saggio “La montagna in chiaroscuro”, che partecipando ai

weekend fotografici

organizzati e ideati da Alberto Bregani con la collaborazione di trekking fotografici.it

I weekend sono rivolti a tutti gli appassionati di fotografia e soprattutto a coloro che amano fotografare la montagna.
Le location sono facilmente raggiungibili. Richiesta una buona conoscenza della strumentazione, dell’apparecchiatura con cui si fotografa, sia essa lo smartphone o la pellicola.

Durante le escursioni si avrà la possibilità di mettere in pratica gli insegnamenti dati da Alberto, migliorando cosi le proprie performance, e nel contempo osservare la montagna con una nuova chiave interpretativa.

Per maggiori informazioni:
https//www.albertobregani.com/weekend-dautore/

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