Collisioni – Il Festival Agrirock

“Collisioni – Il Festival Agrirock”

 

Collisioni, “Festival Agrirock”, considerato il miglior festival italiano da parte della critica mondiale, è un evento culturale trasversale, che coinvolge artisti internazionali legati al mondo della musica, della letteratura e dello spettacolo.
Nato sotto il patrocinio della Regione Piemonte (https://www.regione.piemonte.it/web/) 2009, per volere di un team tutto Made in Italy di personalità appartenenti all’ambito della letteratura e dello spettacolo, Il Festival Collisioni è cresciuto in modo esponenziale, decretando il suo successo e diventando un evento di culto di carattere internazionale.

Nelle passate edizioni del Festival Collisioni hanno infatti partecipato personalità illustri come Bob Dylan, Jamiroquai, Patti Smith, Deep Purple, Sting, Mark Knopfler, Elton Jhon. Ma anche, per citarne alcuni, altrettanto importanti e italiane, Renato Zero, Zucchero, Gazzè-Consoli-Silvestri, Francesco Guccini, Ligabue.

Il Festival Collisioni non è solo musica, buona musica. Ma è cultura in generale. Ad animare questa rassegna possiamo trovare scrittori ed artisti, nazionali ed internazionali, come Paul Auster, Josè Saramago, Ian McEwan, Daniel Pennac, Dario Fo, Niccolò Ammaniti, Carla Fracci, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone. E molti molti altri.

Festival Collisioni: di cosa si tratta?

Ci sono vari elementi che rendono Collisioni un evento unico nel suo genere.

In prima battuta direi la libertà di intervento, l’atmosfera informale. Il pubblico, per lo più costituito da ragazzi under trenta, è invitato a prendere parte attivamente a dibattiti legati a problematiche e questioni attinenti la modernità. Una volontà di scambio e confronto che in poche situazioni analoghe si può trovare.

Ma la vocazione pedagogica, educativa e sociale è peculiare di Collisioni.

Il festival infatti ospita inoltre gratuitamente più di 400 ragazzi appartenenti alle zone più in difficoltà economica, che partecipano come volontari nell’organizzazione dell’evento.

Altro elemento caratterizzante, come dicevamo, la trasversalità. Non solo dibattiti, non solo musica, ma anche cinema e perché no, enogastronomia. Collisioni si svolge in una delle zone, regioni più belle d’Italia, il Piemonte, le Langhe. E nello specifico è lo splendido paese di Barolo a offrire lo sfondo a questo evento culturale internazionale, con le sue colline e le sue vigne storiche, il museo del cavatappi, le cantine dei produttori di vino e il Castello.

Festival Collisioni Edizione 2019 11°Edizione

Il Festival Collisioni giunge alla sua undicesima edizione e anche quest’anno si preannuncia essere l’evento più caldo dell’estate.

Di seguito le date dei primi i concerti annunciati:

LIAM GALLAGHER
Giovedì 4 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 1101..2019 sul sito http://www.ticketone.it

THIRTY SECONDS TO MARS
Domenica 7 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 22.11.2018 sul sito http://www.ticketone.it

MACKLEMORE
Mercoledì 10 Luglio ore 21.30
Biglietti e prevendite disponibili dal 12.11.2018 sul sito http://www.ticketone.it

Per maggiori informazioni:

info@collisioni.it

press@collisioni.it

http://www.collisioni.it

Festival Collisioni, Luglio 2019, Barolo: un’occasione da non perdere per ascoltare buona musica, partecipare a dibattiti e anche per bere del buon vino.

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

 

 

Poderi Luigi Einaudi. Piemonte, Langhe, Dogliani

Poderi Luigi Einaudi. Piemonte, Langhe, Dogliani

I poderi Luigi Einaudi sono geograficamente collocati in una delle zone più belle l’Italia, le Langhe in Piemonte.

La tenuta fu fondata nel 1897, quando l’allora ventitreenne Luigi Einaudi acquistò la cascina San Giacomo nel paese di Dogliani. Oltre alla cascina settecentesca e ad una cappelletta sconsacrata sita poco distante da lì, il senatore acquistò anche quaranta giornate piemontesi di vigna, grazie alle quali si cominciò a imbottigliare il Dolcetto e a farlo uscire dai confini regionali.
La passione di Luigi Einaudi, che non trascurò mai le vigne, nonostante i gravosi impegni come presidente della Repubblica, è esattamente la stessa che hanno dimostrato di avere i suoi successori.

I Poderi sono ora gestiti da Matteo Sardagna, nipote di Luigi Einaudi, che alla passione ha saputo unire, in un connubio perfetto, anche l’innovazione.

La vinificazione avviene in moderni fermentatori d’acciaio computerizzati siti nella cantina in “Cascina Tecc” completamente interrata, di modo da ridurre l’impatto ambientale e assicurare costante temperatura e umidità.
La maturazione avviene infine in botti di rovere di varie dimensioni e, in alcuni casi, si conclude in bottiglia.
“Innovazione nel rispetto della tradizione” insegnamento del senatore Luigi Einudi che i figli e il nipote Matteo hanno saputo rispettare appieno.

Esperienza Multi Sensoriale

In passato avevo avuto il piacere e la fortuna di frequentare le Langhe.

Come per le precedenti esperienze, anche in questo caso sono rimasta piacevolmente colpita: il tutto mi parla di poesia.

Dopo circa 2 ore e mezzo di viaggio da Milano siamo arrivate nella zona sita fra le provincie di Asti e Cuneo, circondate da colline coltivate a dolcetto, barbera, nebbiolo,giusto per citare alcuni dei prestigiosi vigneti. Nonostante il tempo non del tutto favorevole, la bellezza del luogo incantava.
Morbide colline abbracciavano la carreggiata; sulla cima delle più, piccoli castelli, dimore di signori dei tempi passati.

E giunte ai Poderi Luigi Einaudi nel paese di Dogliani, luoghi di produzione dell’omonimo vino, lo spettacolo che si propone è più o meno il medesimo.
Ad accoglierci all’interno dei Poderi, Matteo Sardagna e suo cugino, Andrea Gessner, fondatore della casa editrice Nottetempo (http://www.edizioninottetempo.it) e proprietario della splendida “Libreria Verso” di Milano (http://www.libreriaverso.com).

“Cascina Tecc”

Abbiamo partecipato ad un tour guidato all’interno di “Cascina Tecc”, zona di produzione e invecchiamento dei vini dei Poderi Einaudi.

E come per il resto, la magia dell’atmosfera era palpabile.
Alla storia della famiglia si sono alternate informazioni utili e interessanti di carattere tecnico legate alla produzione e invecchiamento.
Per me, che di passione ne ho tanta, specie per l’ambito enogastronomico, è stato curioso scoprire, ad esempio, che il Barbèra dei Poderi Einaudi, subisce un invecchiamento di 5 anni prima di essere stappato, 4 dei quali in botti di rovere e 1 in bottiglia.

Degustazione

A seguire il tour: momento degustazione.

Due i vini che hanno attirato il mio interesse e che hanno colpito il mio palato.

Un bianco, “Langhe DOC Vigna Meira”, di colore giallo paglierino, bouquet di agrumi con note minerali e notevoli capacità di invecchiamento.

E un rosso, corposo e ” caldo”, adatto a secondi a base di carne e selvaggina, “Luigi Einaudi Langhe rosso DOC”. Grande vino risultato di un assemblaggio di uve Cabernet, Merlot, Barbera e Nebbiolo.
Un’ esperienza davvero unica, indimenticabile e, giustamente, multi sensoriale.

Per maggiori informazioni:

https://www.poderieinaudi.com

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

Per approfondimenti:

http://www.the-van.it/2017/09/29/langhe-barolo-barbaresco-dolcetto-associazione-italiana-sommelier-piemonte-edizioni-del-capricorno/

 

 

 

 

 

 

 

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina, Slow Food Editore

“Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina”

Slow Food Editore

Testi a cura di Grazia Novellini

Autunno: una delle prime immagini che viene in mente è quella di boschi e alberi che lentamente cambiano veste, mutando il colore del fogliame. E pensando ai boschi in autunno, non si può che non pensare ai suoi prelibati frutti: castagne, funghi e tartufo.

“Alla scoperta del tartufo. Nella storia, nel territorio, in cucina”, Slow Food Editore

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina, edito da Slow Food Editore, ha la peculiarità di essere un libro che, con un numero ragionevole di pagine, riesce ad essere esaustivo sull’argomento trattato: il tartufo.

Non è semplicemente una guida, né un ricettario. Parte da un inquadramento storico del prodotto Tartufo e arriva alle ricette suddivise in classiche e innovative, di alcuni chef locali (Enrico Crippa, Ugo Alciati, Maurilio Garola, Elide Mollo, Davide Pallida), passando attraverso l’aneddoto e la curiosità.

Sfogliando il libro scopriamo che il tartufo è un fungo speciale che cresce sottoterra (ipogeo), vivendo in simbiosi con alcune specie di alberi e di piante arboree, fra le quali troviamo per esempio il Rovere, il Pioppo Bianco, il Nocciolo etc…

Terrae Tuber

Il nome scientifico è Terrae Tuber e ne esistono diverse tipologie.

Sicuramente le più pregiate sono il Tartufo Bianco d’Alba (Tuber Magantum Pico) e il tartufo Nero di Norcia (Tuber Melaspondrium).

Nel secondo capitolo si scende nel dettaglio in merito alla ricerca e a chi se ne occupa.
Gli uomini che si dedicano a questa attività hanno o un’età superiore ai 60 o inferiore ai 30 e vengono detti “ Trifolao”.

Ciò che caratterizza un trifolao è la manualità e la delicatezza. Un buon raccoglitore deve avere la perizia di un archeologo per non compromettere le spore del tartufo e preservarne l’integrità.
La ricerca del tartufo è un mezzo per arrotondare le entrate e assai di rado è praticata come unica attività che garantisce fonte di reddito.
Le zone di raccolta sono presenti più o meno su tutto il territorio nazionale. Il Piemonte è una delle regione più fruttifere.

Il “taboj” ovvero cane da tartufo

Pochi gli strumenti da utilizzare: un bastone curvo, un giubbetto multitasche, scarpe da trekking… Imprescindibile la presenza di un fido accompagnatore, il cane, un pointer, un bracco, ma anche un meticcio di taglia media che vengono chiamati in dialetto “taboj” e appositamente addestrati per la ricerca.

In Italia esistono diverse fiere specializzate e dedicate ai tartufi

Già dal medioevo le esposizioni e le vendite dei tartufi (effettuate nei giorni festivi, “feriae” in latino), rappresentavano un importante aiuto per l’economia locale.

Dicasi lo stesso per i tempi moderni.

Tra le più importanti e prestigiose ne troviamo due dedicate al Tartufo Bianco: la Fiera di Acqualagna (PU) e quella internazionale di Alba ( CN).
La manifestazione che si tiene ad Alba è la manifestazione enogastronomica più conosciuta d’Italia. Nel 2007 riceve il riconoscimento che le conferisce il carattere di fiera internazionale.

Parlando del Tartufo Bianco d’Alba non si può non ricordare l’albergatore Giacomo Morra, figura che promosse la diffusione e la conoscenza del prodotto tipico delle Langhe, in tutta Italia e oltre i confini nazionali.

Il tartufo è infatti attualmente uno dei prodotti italiani più conosciuti ed apprezzati nel mondo, che, per tale ragione deve essere raccolto, riconosciuto e certificato seguendo degli standard di modo da garantirne la qualità e quindi la tutela del consumatore.

A presiedere, controllare e organizzare tutto nel 1996 nasce il

Centro Nazionale Studi Tartufo

che crea la Certificazione di Qualità del Tartufo Bianco d’Alba, garantendone la qualità di fronte agli occhi di tutto il mondo.

Come dicevamo esistono una serie di regole che ne organizzano la raccolta, la coltivazione e il commercio.
È vietata ad esempio la lavorazione del terreno con mezzi meccanici provvisti di aratro o scavatore; la vendita del prodotto fresco nei periodi in cui non ne è consentita la raccolta. Il prodotto conservato va venduto in recipienti chiusi ermeticamente con etichetta che indica nome, indirizzo dell’azienda, peso e nome latino.
Il mercato che ruota intorno alla produzione, vendita e consumo del tartufo non ha un aspetto chiaro, definito, marcato. Ciò in gran parte dipende dal fatto che abbiamo a che fare con un prodotto delicato, il cui equilibrio dipende da una serie di fattori, che mutano rapidamente e che ne influenzano la produzione e quindi anche il resto.

Regole per l’acquisto

Per tale ragione all’acquirente viene consigliato di seguire poche semplici regole per non cadere nella rete di trifoi truffaldini.
Prima fra tutte rispettare la stagionalità. Il periodo in cui si può acquistare il tartufo è in autunno, momento della raccolta. Abbiamo a che fare con un prodotto che deperisce molto rapidamente e non esistono metodi di conservazione che ne mantengano inalterate le sue caratteristiche per più di 10 giorni. Diffidare di tartufi veduti in altri periodi dell’anno (così come di buona parte di prodotti aromatizzati),

Salvo casi eccezionali come Acqualagna di cui abbiamo in precedenza letto…

È consigliabile acquistare tartufi nelle apposite fiere specializzate, di modo da avere la possibilità di confrontare prodotti (certificati) e prezzi dei vari venditori.
Una volta acquistato il tartufo può essere pulito, avvolto in un panno, chiuso dentro un contenitore di vetro e riposto in frigorifero. A differenza di quello bianco, il tartufo nero può anche essere lavato prima di essere riposto al fresco. Ovviamente va asciugato molto bene.
Le differenze fra le due tipologie di Tuber sono riscontrabili anche nell’utilizzo in cucina.
Mentre il tartufo bianco si utilizza sempre a crudo, tagliato a lamelle sottili (e non grattugiato!) in fase di impiattamento, quello nero invece può essere anche inserito nelle pietanze in fase di preparazione.

Il tartufo è attualmente uno di quei prodotti che simboleggia il Made in Italy nel mondo e la sua tradizione culinaria

Probabilmente è anche per questa ragione che, nelle Langhe, zona di forte produzione, il flusso di turisti non ha mai subito un calo. Anzi. Si è avuto un incremento e un aumento relativo al periodo medio di permanenza. Sicuramente la buona tavola e il buon vino sono due fattori da non sottovalutare. Ma bisogna riconoscere il giusto merito anche alle strutture ricettive (alberghi, b&b etc…), che hanno il plauso di fornire un ottimo servizio in cui il rapporto qualità-prezzo risulta essere assolutamente bilanciato.

 Quattro Itinerari con Alba come centro

Quattro sono gli itinerari che si possono percorrere, tutti con Alba come punto intermedio: Alba-Barbaresco-Alba; Alba-Monchiero-Alba; Alba-Murazzano-Alba; Alba-Montà-Alba.

Indipendentemente dalla scelta, si consiglia un turismo di tipo slow, che consente di apprezzare oltre alla buona tavola, anche i bellissimi paesaggi che gli itinerari offrono.

“Un alone di mistero circonda il più prezioso dei frutti della terra…”, così cita la quarta di copertina. Forse da questa magia deriva la credenza che i Tartufi fossero (o forse sono), il cibo delle streghe. Ma questo non ci stupirebbe più di tanto. Siamo in Piemonte, terra delle Streghe e patria della Magia! Non potrebbe essere diversamente da così.

 

Alla scoperta del tartufo. Nella storia, sul territorio in cucina.

Slow Food Editore

http://www.slowfoodeditore.it

ISBN 9788884993465

€12,00

 

Wine Tasting Experience: dal 7 Ottobre al 26 Novembre 2017, i vini delle Langhe

Wine Tasting Experience: dal 7 Ottobre al 26 Novembre 2017, i vini delle Langhe

Wine Tasting Experience: i migliori esperti del territorio raccontano i grandi vini delle Langhe!

http://www.stradedelbarolo.

http://www.it-it.facebook.com/stradedelbarolo/

 

Wine Tasting Experience nasce come formula originaria di degustazione ideata dalla Strada del Barolo in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Tre saranno i temi affrontati quest’anno:

Il Gusto del Territorio

percorso introduttivo che consente di approcciare alle produzioni tipiche del Piemonte, Arneis, Dolcetto e Barbera.

I Cru del Barolo

viaggio di degustazione di tre diverse etichette di Barolo.

I volti del Nebbiolo

mette a confronto il Barolo, il Barbaresco e il Roero.

Le degustazioni avranno una durata di circa un’ora e il costo è di € 25,00 a persona.

Per maggiori informazioni:
www.fieradeltartufo.org

Sabato 28 e Domenica 29 Ottobre 2017 sarà possibile partecipare ad un weekend completamente dedicato ai wine-addicted:

RANDEZ-VOUS SULLA STRADA DEL BAROLO

Colline del Roero

Sarà un’occasione straordinaria per scoprire tutto il fascino autunnale delle Langhe, colline patrimonio dell’UNESCO.

Molte le occasioni, a prezzi assolutamente modici, per degustare i vini tipici, prodotti nella zona e per assaggiare i piatti della tradizione, appositamente preparati da chef della langarola.
Sarà inoltre possibile visitare Musei e Castelli.

Di seguito le proposte dei soci:

CANTINE E TERRE DEL BAROLO (http://www.terredelbarolo.comcom)
CASCINA BARAC (www.barac.it)
CASCINA SOT (http://www.casinasot.com)
JOSETTA SAFFIRIO (www.josettasaffirio.com)
PODERI LUIGI EINAUDI (www.poderieinaudi.com/it/)
REVA – VINO & RESORT (www.revamonforte.it)
RIZIERI (www.rizieri.com)
SORDO GIOVANNI AZIENSA AGRICOLA (www.sordogiovanni.it)
REVA – VINO & RESORT (www.ristorantefre.it)

Coloro che decideranno di avventurarsi fra queste bellissime colline per la prima volta, devono assolutamente sapere che, in uno spazio così limitato territorialmente, si concentrano le produzioni di ben 4 denominazioni DOCG e una corte di DOC.

Le DOC

sono denominazioni di origine controllata che certificano che un vino viene prodotto con uve coltivate e raccolte nella medesima zona indicata nel marchio. Le DOC indicano un prodotto di qualità certificata che ha caratteristiche tipiche della zona di provenienza.

Le DOCG

indicate obbligatoriamente nelle etichette, indicano il nome geografico di una zona viticola.
I vini prodotti nelle zone indicate dalle DOCG devono rispettare degli specifici disciplinari.
Le DOCG riguardano i vini che sono già DOC da almeno 10 anni e che sono considerati di prestigio.

Questa sarà un’occasione unica per conoscere la cultura e la tradizione della zona a 360 gradi, un luogo di cui ci si innamora perdutamente al primo sguardo.

 

 

 

 

 

 

Wine Tasting Experience: dal 7 Ottobre al 26 Novembre 2017
Wine Tasting Experience: i migliori esperti del territorio raccontano i grandi vini delle Langhe!
www.stradedelbarolo.it
www.it-it.facebook.com/stradedelbarolo/

Wine Tasting Experience nasce come formula originaria di degustazione ideata dalla Strada del Barolo in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Tre saranno i temi affrontati quest’anno:
Il Gusto del Territorio, percorso introduttivo che consente di approcciare alle produzioni tipiche del Piemonte, Arneis, Dolcetto e Barbera.
I Cru del Barolo, viaggio di degustazione di tre diverse etichette di Barolo.
I volti del Nebbiolo che mette a confronto il Barolo, il Barbaresco e il Roero.
Le degustazioni avranno una durata di circa un’ora e il costo è di €25,00 a persona.
Per maggiori informazioni:
www.fieradeltartufo.org
Sabato 28 e Domenica 29 Ottobre 2017 sarà possibile partecipare ad un weekend completamente dedicato ai wine-addicted: RANDEZ-VOUS SULLA STRADA DEL BAROLO.
Sarà un’occasione straordinaria per scoprire tutto il fascino autunnale delle Langhe, colline patrimonio dell’UNESCO. Molte le occasioni, a prezzi assolutamente modici, per degustare i vini tipici, prodotti nella zona e per assaggiare i piatti della tradizione, appositamente preparati da chef della langarola.
Sarà inoltre possibile visitare Musei e Castelli.
Di seguito le proposte dei soci:
CANTINE E TERRE DEL BAROLO (www.terredelbarolo.com)
CASCINA BARAC (www.barac.it)
CASCINA SOT (www.cascinasot.com)
JOSETTA SAFFIRIO (www.josettasaffirio.com)
PODERI LUIGI EINAUDI (www.poderieinaudi.com/it/)
REVA – VINO & RESORT (www.revamonforte.it)
RIZIERI (www.rizieri.com)
SORDO GIOVANNI AZIENSA AGRICOLA (www.sordogiovanni.it)
REVA – VINO & RESORT (www.ristorantefre.it)
Coloro che si avventureranno fra queste bellissime colline per la prima volta, devono assolutamente sapere che in uno spazio così limitato territorialmente, si concentrano le produzioni di ben 4 denominazioni DOCG e una corte di DOC.
Le DOC sono denominazioni di origine controllata che certificano che un vino viene prodotto con uve coltivate e raccolte nella medesima zona indicata nel marchio. Le DOC indicano un prodotto di qualità certificata che ha caratteristiche tipiche della zona di provenienza.
Le DOCG indicate obbligatoriamente nelle etichette, indicano il nome geografico di una zona viticola.
I vini prodotti nelle zone indicate dalle DOCG devono rispettare degli specifici disciplinari.
Le DOCG riguardano i vini che sono già DOC da almeno 10 anni e che sono considerati di prestigio.

Questa sarà un’occasione unica per conoscere la cultura e la tradizione della zona a 360 gradi, un luogo di cui ci si innamora perdutamente al primo sguardo.

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263

 

 

 

 

 

 

L’Atlante dei vini del Piemonte e della Valle D’Aosta LANGHE – BAROLO, BARBARESCO, DOLCETTO Associazione Italiana Sommelier Piemonte Edizioni del Capricorno

L’Atlante dei vini del Piemonte e della Valle D’Aosta
LANGHE – BAROLO, BARBARESCO, DOLCETTO
Associazione Italiana Sommelier Piemonte
Edizioni del Capricorno

Langhe- Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Edizioni del Capricorno

La guida L’Atlante dei vini del Piemonte e della Valle D’Aosta LANGHE – BAROLO, BARBARESCO, DOLCETTO  offre un’ampia panoramica sul territorio Piemonte. Le sezioni contemplate abbracciano diversi ambiti di interesse e competenza. 

Si parte con un capitolo dedicato a:

1. Il Territorio

In cui troviamo una menzione “ad honorem” per Cesare Pavese, scrittore per eccellenza legato alle Langhe, che hanno fatto da scenario a molti di suoi libri, fra cui “La luna e i falò “ o “Il diavolo delle Colline”.

La storia

Si prosegue quindi con un approfondimento di carattere storico grazie al quale scopriamo che i vini del Piemonte, e nello specifico quelli delle Langhe, sono stati apprezzati fin dai tempi dei Galli, uno dei motivi per i quali decisero di conquistare la zona.
Le prime menzioni relative al vitigno del Nebbiolo risalgono alla metà del 1200; mentre sentiremo parlare del Barolo solo nel 1800 grazie alle produzioni dei marchesi Faletti.

Territorio e suoli

Le Langhe rappresentano una striscia di terra (il significato di Langa è lingua appunto), compresa fra il Monferrato e l’Appennino Ligure che a sud ne delimita il confine.

All’ interno di quest’area troviamo diverse tipologie di coltivazioni. Mentre nella parte più a sud il paesaggio è per lo più caratterizzato da viti e vitigni, a sud la vegetazione è costituita prevalentemente da noccioli, prati e boschi.

La parte delle Langhe dedicata alla coltivazione dell’uva è suddivisibile in Alba e Langa del Barolo; Langa del Barbaresco; Fogliani e Langa Monregalese; Langa del Moscato.

Vitigni

I vitigni più importanti della zona sono:
Il Nebbiolo, che è il più antico vitigno a uva rossa del Piemonte. Il vino prodotto ha un sapore importante e un profumo inconfondibile e persistente.
Il Dolcetto il più tipico della zona delle Langhe. Grazie alla maturazione precoce del frutto, lo si trova anche nelle zone collinari più alte e fredde. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un vitigno a bacca rossa.
Il Barbera si è diffuso più di recente nelle zone della bassa Langa. Nonostante sia apprezzato facilmente dalla maggior parte degli appassionati di vino, non è stato in grado di guadagnare il primato sugli altri vitigni.
Il Pelaverga detto “piccolo” per le dimensioni inferiori che hanno gli acini delle sue uve. Si tratta di un vitigno autoctono che dà un vino caratterizzato da note speziate e floreali.
Il Moscato bianco è un vitigno molto antico che risale probabilmente al tempo dei Greci.

Denominazioni

Nel territorio delle Langhe, limitato per dimensioni, troviamo ben 4 DOCG e una corte di DOC. Un vera e propria eccezionalità territoriale.

Barolo: è considerato il vino rosso italiano per eccellenza. Si produce in provincia di Cuneo e in altri 11 comuni. Secondo il disciplinare deve maturare 3 anni di cui 2 in botte. Per la dicitura riserva, gli anni salgono a 5, di cui 3 in botte.
Il Barolo è stato DOC nel 1966 e DOCG nel 1980.

Barbaresco: prodotto nella zona di Alba, è il primo concorrente del Barolo offrendo comunque caratteristiche differenti.
Il disciplinare prevede che la maturazione sia di 2 anni, di cui 1 solo in botte. Per il riserva gli ani salgono a 5 di cui 3 in botte.

Asti o Moscato d’Asti: DOCG dal 1993, è un vino bianco l’eccellenza, inconfondibile per le sue caratteristiche, per la sua fragranza. È prodotto nella provincia di Cuneo in ben 15 comuni.

Dolcetto di Dogliani Superiore o Dogliani: È il risultato di una serie di studi effettuati da esperti del settore che sono stati in grado di operare un’ottima selezione del miglior Dolcetto del territorio. È prodotto in 7 comuni ella provincia di Cuneo.

Le DOC principali del territorio sono:

Barbera D’Alba (DOC dal 1970)

Dolcetto D’Alba (DOC dal 1974)

Dolcetto di Diana d’Alba (DOC dal 1974)

Dolcetto di Fogliani (DOC dal 1974)

Verduno Pelaverga

Le Grandi Vigne

La necessità di classificare i vigneti, soprattutto nella zona del Barolo, nasce dal naturale confronto con la Borgogna, territorio vicino e affine alle Langhe.
Nonostante tutto, una suddivisione netta, con tanto di sottozone, non sarebbe attuabile poiché i terreni, con le loro differenti composizioni fisiche e chimiche, si mescolano in vari punti.
Alla classificazione verticale e meritocratica della Borgogna, si affianca, qui, una più logica.

Le più importanti grandi vigne delle Langhe sono:

Brunate: la più importante vigna del Barolo;
Cannubi: la più famosa, ma anche discussa, vigna del Barolo, a causa dell’altezza di questa collina che fa riflettere i puristi;
Ginestra: è la vigna migliore del Monforte, che produce vini poderosi che necessitano di lunghe maturazioni;
Rocche di Castiglione: esteso lungo la strada che da Monforte arriva a Castiglione. Produce vini strutturati apprezzati per il profumo;
Rabajà: è il più noto vigneto di Barbaresco;
Asili: vigna di prestigio resa famosa da alcuni produttori che ne hanno valorizzato il prodotto in questi ultimi vent’anni;
Albesani – Santo Stefano: nobile vigneto del comune di Neive, proprietà della famiglia Stupino del Castello di Neive. I vini prodotti si distinguono per complessità olfattiva.

Leggere un’etichetta e Istruzioni per la lettura

In questi due piccole sezioni vengono date indicazioni di carattere anche infografico, sulla modalità di lettura dell’etichetta di un vino. Modalità che ci permette di comprendere la natura di ciò che andremo a bere e dell’azienda che la produce.

2. I Produttori

In questo capitolo troviamo una selezione dei migliori produttori realizzata dalla redazione dell’associazione Italiana Sommelier del Piemonte, suddivisa in

  •  I miti, ovvero i produttori che hanno fatto la storia del territorio fra cui: Ceretto (Neive); Quinto Chionetti (Dogliani); Domenico Clerico (Monforte d’Alba); Conterno (Monforte d’Alba); Gaja (Barbaresco); Bruno Giacosa (Neive); Poderi Aldo Conterno (Monforte d’Alba); Roberto Voerzio (La Morra). 
  • Per le grandi occasioni: Azelia (Castiglione Falletto); Barale (Barolo); Boglietti (La Morra); Brovia (Castiglione Falletto); Castello di Neive (Neive); Contegno Fantino (Monforte d’Alba); La Spinetta (Castagnole Lanze); Marchesi di Grésy (Barbaresco); Mascardello Giuseppe e Figlio (Monchiero); Oddero (La Morra); Pecchenino (Dogliani); Pelissero (Treiso); Rinaldi (Barolo); Albino Rocca (Barbaresco); Bruno Rocca (Barbaresco); Roddolo (Monforte D’Alba); Sandrone (Barolo); Scavino (Castiglione Falletto); Sottimano (Neive); Vajra (Barolo); Vietti (Castiglione Falletto)

 

  • Gli affidabili: Anna Maria Abbina (Farigliano); Marziano Abbina (Dogliani); Alessandria (Verduno); Gianfranco Alessandria (Monforte D’Alba); Borgogno (Barolo); Brezza (Barolo); Piero Busso (Neive); Burlotto (Verduno); Ca’ del Baio (Treiso); Castello di Verduno (Verduno); Cavallotti – Bricco Boschis (Castiglione Falletto); Fratelli Cigliuti (Neive); Elvio Cogno (Novello); Paolo Contegno (Monforte D’Alba); Codero di Montezemolo (La Morra); Renato Corino (La Morra); Giuseppe Cortese (Barbaresco); Damilano (Barolo); Fontanabianca (Neive); Fontanafredda (Serralunga D’Alba); Ettore Germano (Serralunga D’Alba); Elio Grasso (Monforte D’Alba); Giacomo Grimaldi (Barolo); Giovanni Manzone (Monforte d’Alba); Marcarini (La Morra); Marchesi di Barolo (Barolo); Bartolo Mascardello (Barolo); Massolino – Vigna Rionda (Serralunga D’Alba); Moccagatta (Barbaresco); Oberto (La Morra); Parusso (Monforte); Pio Cesare (Alba); Pira & Figli (Barolo); Pira Luigi (Serralunga D’Alba); Poderi Einaudi (Dogliani); Principiando (Monforte D’Alba); Produttori del Barbaresco (Barbaresco); Prunotto (Alba); Renato Ratti (La Morra); Rocche dei Manzoni (Monforte D’Alba); Veglio (La Morra).

 

  • Gli EmergentiBoroli (Madonna di Como); Cantina del Pino (Barbaresco); Josetta Saffirio (Monforte D’Alba); Sobrino (Diano D’Alba).

 

3. A Tavola

In questo capitolo Fabio Gallo, sommelier e presidente della AIS Piemonte, fornisce delle indicazioni su quale sia la modalità migliore per gustare i vini delle Langhe.
Troviamo quindi delle ricette di piatti tipici preparati da chef della zona, con tanto di abbinamento di vino consigliato.

4. In Cantina

In quest’ultimo capitolo vengono date indicazioni su quale sia la modalità migliore per creare una cantina.
I fattori da tenere in considerazione nella scelta sono: le dimensioni della cantina, il budget ma soprattutto il tempo.
Troviamo infine un’indicazione relativa ai prezzi delle bottiglie a seconda delle etichette e degli anni di invecchiamento.

 

Un libro che ha indubbiamente un taglio di tipo tecnico, ma che per la concisione delle spiegazioni, risulta di facile fruizione per tutti coloro che desiderano approcciare al mondo del vino e al territorio delle Langhe.

 

L’Atlante dei vini del Piemonte e della Valle D’Aosta LANGHE – BAROLO, BARBARESCO, DOLCETTO

Associazione Italiana Sommelier Piemonte

Edizioni del Capricorno

EAN 9788877071149

€6,90

https://shop.langhe.net/https://shop.langhe.net/?shp=263