Nomadi 55 anni in concerto Trescore Cremasco 8 luglio 2018

Nomadi

I Nomadi sono uno dei gruppi storici italiani, fra i più longevi sulla scena del panorama musicale sia nazionale che internazionale, con all’attivo più di 15 milioni di dischi venduti.

Fondato nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio, il gruppo dei ” Nomadi” ha cambiato formazione diverse volte per ragioni varie.
Numerosissime le collaborazioni illustri, fra le quali Mogol, Battisti, Guccini.

Tanta la passione. Molto forte il messaggio che il gruppo ha sempre trasmesso. Un perfetto connubio fra impegno sociale e l’amore, i sentimenti in genere.

Sicuramente il panorama storico, in cui il complesso nacque, i “favolosi anni sessanta”, ha alimentato questo tipo di interesse: un paese in pieno sviluppo economico, in cui però, alla crescita del benessere non susseguiva un maggiore impegno sociale.

Ma in buona parte il “messaggio” che i “Nomadi” trasmettono è frutto e merito della loro cultura, della loro naturale predisposizione che li vuole socialmente impegnati ed attivi. E nonostante il trascorrere del tempo, i cambiamenti nella formazioni, le rotture e i dolori, è rimasto costante.

Questi sono i Nomadi e io sono Beppe Carletti – Mondadori

“Annus horribilis”

“… Il 1992 mi si è impresso nella carne prima ancora che nella mente come l’anno orribile della mia vita, l’anno del dolore, delle perdite incolmabili…

A gennaio la prima bruttissima notizia, tanto violenta quanto inattesa: Nerina, la madre di Augusto, era morta all’improvviso, un vero e proprio fulmine a ciel sereno… A maggio morì Dante (Dante Pergreffi bassista dal 1984 al 1992), in quel modo tanto assurdo quanto inaspettato. Di nuovo una mazzata per tutti, un ragazzo così giovane e pieno di vita… Tutto questo mentre le condizioni di Augusto stavano lentamente ma inesorabilmente aggravandosi…

Il corpo di Augusto era devastato da un tumore ai polmoni che si era propagato in metastasi disseminate ovunque, soprattutto al cervello, che erano la causa di quelle atroci cefalee di cui soffriva da un po’. Una sentenza di morte senza appello… Ricordo, come fosse ora, ciò che mi disse il medico: fatelo cantare, più resta sul palco meglio è. Lo stesso Augusto, del resto, a noi amici aveva rivelato la fonte segreta della felicità: la compagnia dei suoi amati libri e lo stare sul palco…

Nuovo Cantagiro, Calabria, 1992

Prima di salire sul palco (riferimento al Nuovo Cantagiro in Calabria, condotto quell’anno da Mara Venier) Augusto fu colto da un attacco di epilessia… Quando stava per crollare lo presi al volo ma realizzai in quel frangente che era arrivato il momento di dire basta… Ricordo ancora la sua faccia quando gli comunicai che ci saremmo dovuti fermare…

Una volta a Novellara il mio solo pensiero fu come alleviare il più possibile il suo dolore. Decisi di organizzare ogni sera una piccola festa a casa mia, una cosa per intimi, lui e la sua compagna Rosanna, la mia famiglia, il dottore che era anche un amico, e pochissimi altri selezionati…

Ciò che mi è rimasto di positivo di quei giorni è che anche in quelle condizioni estreme Ago non ha mai perso il suo amore per la vita… “Appena mi rimetto e me la sento, io e te partiamo e facciamo il giro del mondo”.

(Cit. ” Questi sono i Nomadi e io sono Beppe Carletti “, Mondadori ISBN 9788804701491)

Augusto Daolio morì la mattina del 7 ottobre del 1992.

Nomadincontro – Tributo ad Augusto

La manifestazione ” Nomadincontro – Tributo ad Augusto” iniziò nel 1993. Organizzata annualmente a febbraio, mese in cui nacque Augusto, con la collaborazione di Beppe Carletti, di tutti gli altri componenti del gruppo, e con l’approvazione di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusti Daolio, la manifestazione è un modo per onorare il ricordo di Augusto.

La “Nomadincontro – Tributo ad Augusto” si svolge in 2 giorni ( un sabato e domenica).

Durante la manifestazione si esibiscono cantanti e gruppi musicali italiani.

Il premio, rappresentato da una somma di denaro, viene quindi devoluto a favore di associazioni che combattono per i meno fortunati. Rappresenta soprattutto un riconoscimento al valore morale dell’artista vincitore, che si è messo in luce grazie al suo interesse, partecipazione a cause sociali e umanitarie.

Nel corso degli anni il tributo e stato vinto da cantanti come Jovanotti (1993), 99 Posse (1996), Daniele Silvestri (2000), Piero Pelù (2001), Elisa (2005), Roberto Vecchioni (2008), Fiorella Mannoia (2016) e molti altri, permettendo così di raccogliere 120 milioni di lire.

Associazione Augusto per la Vita

A seguito della scomparsa dello storico leader del gruppo, Augusto Daolio, è stata fondata, per volere dei Nomadi e della compagna di Augusto, che ne è la presidentessa, l’Associazione Augusto per la Vita.

La finalità prima che si prefigge è la raccolta di fondi utili per la ricerca sul cancro, attraverso la pubblicazione di opere dedicate al cantante.
L’idea nacque spontaneamente quando, nel corso dei funerali di Augusto, in moltissimi lasciarono parecchie somme di denaro.

Nomadi 55 anni in concerto

Trescore Cremasco 8 luglio 2018

L’occasione di vedere e di ascoltare dal vivo uno fra i gruppi storici del panorama musicale nazionale ed internazionale, era troppo ghiotta per farsela sfuggire.

L’attesa è stata ampiamente soddisfatta dall’emozione provata.

Un vero e proprio evento, di condivisione soprattutto. L’atmosfera è gioviale, familiare. Non solo un concerto nel senso canonico del termine. I Nomadi organizzano un incontro fra amici, vicini e lontani, e durante il concerto alle canzoni si alternano attimi di condivisione, di interazione.

Lettura di bigliettini, di striscioni… Racconti, alle volte anche personali di episodi, si alternano alla musica, il cui messaggio è quello di sempre, il marchio dei Nomadi: interesse e partecipazione sociale, amore e sentimenti.

Improvvisamente non ti senti più un fan in adorazione di un idolo. Ma una parte “importante” e riconosciuta di un sistema, in cui l’interesse per l’altro è fondamentale.

Il ricordo di Augusto è presente aleggiando sopra la nostra testa. Yuri Cilloni indossa una maglia con l’immagine di Augusto ben in mostra. Il tutto è vissuto con grande rispetto, senza autocommiserazione. Augusto è stato indubbiamente, uno dei promotori di un progetto emozionante che, nonostante il passare del tempo si mantiene vivo, attivo e inimitabile. E questo grazie alla passione con cui i Nomadi trasmettono il loro “pensiero” ai fan-amici, che a loro volta se ne fanno promulgatori.

 

La Grande Guerra Bianca, Stefano Torrione e Marco Gramola

“La Grande Guerra Bianca”, Stefano Torrione e Marco Gramola

“La Grande Guerra Bianca”, opera di Stefano Torrione e Marco Gramola.

La segnalazione di questo lavoro, che ha catturato la mia naturale curiosità, è arrivata da una cara amica e collega.

Un progetto eclettico, quello di Stefano e Marco, legato alla montagna e ancora in fase di sviluppo.

Stefano Torrione nasce ad Aosta nel 1962.

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche decide di dedicarsi alla fotografia, sua grande passione. Diviene così fotografo documentarista. Realizza numerosi reportage, pubblicati su varie riviste italiane ed internazionali.

Negli ultimi anni si è dedicato alle Alpi, dando vita a progetti fotografici importanti, uno dei quali dedicato alla I Guerra Mondiale.

Nell’estate del 2013 sotto la guida di Marco Gramola

(http://www.girovagandoinmontagna.com/ggit/tag/marco-gramola/), presidente della Commissione Storica della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini), ha iniziato ad esplorare i ghiacciai e l’alta montagna della zona del Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto, alla ricerca dei segni della Guerra Bianca (1915).

La Grande Guerra Bianca, testimonianze

A questa zona Stefano dedica la sua attenzione e realizza l’archivio fotografico più importante nel mondo.

La raccolta del materiale ha dato vita ad una mostra itinerante, organizzata da National Geographic, e giunta alla Fabbrica del Vapore, Milano, nel 2017.

(http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/07/12/foto/guerra_bianca_mostra_milano-3596309/1/).

 

“La Grande Guerra Bianca”, Mostra National Geographic

Le fotografie di Stefano hanno catturato in maniera evidente, le tracce della Guerra Bianca. Questo è stato possibile grazie al cambiamento climatico eccezionale, che si venne a creare nel periodo del reportage e che consentì di realizzare gli scatti eccezionali.

Consapevole del fatto che tali segni potrebbero nuovamente scomparire, sommersi dalla naturale forza del clima e della montagna, Stefano ha deciso di dedicarsi ad una nuova impresa: la realizzazione di un libro.

La Grande Guerra Bianca: il Libro

Lancia il progetto “La Grande Guerra Bianca” sulla piattaforma di crowfunding KissKissBankBank, con la volontà di raccogliere i fondi utili per la realizzazione del libro. In questo modo è certo che il frutto del suo lavoro, gli scatti realizzati, saranno visibili a tutti e fissati nel tempo.

 

“La Grande Guerra Bianca” prototipo di copertina

 

Il volume dal titolo “La Grande Guerra Bianca” vedrà la collaborazione di Stefano Cognetti (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paolo_Cognetti), vincitore del Premio Strega 2017, per la realizzazione della prefazione.

A Diego Leoni (https://premiomariorigonistern.com/sl_SI/vincitore-2017/), premio Rigoni Stern 2017, la cura dei testi.

 

“La Grande Guerra Bianca”, prototipo di copertina

 

Stefano Torrione e Marco Gramola, autori del libro “La Grande Guerra Bianca”, racconteranno la loro esperienza al giornalista Enrico Martinet (http://www.letteraltura.it/9917,Ospite.html), che li intervisterà. Oggetto del racconto sarà l’esperienza vissuta nel 2013 lungo il confine Austroungarico.

Un progetto importante che consente di fissare nel tempo un lavoro realizzato con grande fatica e con impegno. Un reportage che racconta i segni tragici di un’epoca, immersi in un contesto naturale tanto bello quanto duro.

Un progetto da sostenere, che coinvolge gli amanti della fotografia, della storia, della letteratura o semplicemente della montagna.

Per maggiori informazioni e per un contributo:

https://www.kisskissbankbank.com/it/projects/grande-guerra-bianca/comments